16 agosto 2018
Aggiornato 00:00

Rimborsopoli bis, Cinque Stelle all’attacco «Un buco senza fine con i soldi dei piemontesi»

Sotto la lente di ingrandimento le spese fatte utilizzando i soldi dei gruppi consiliari tra il 2008 e il 2010 quando la Regione era governata da Mercedes Bresso
Il consigliere Davide Bono
Il consigliere Davide Bono (ANSA)

TORINO - «Dopo l’inchiesta sulla Rimborsopoli che ha fatto saltare l’amministrazione guidata Roberto Cota a suon di mutande verdi, questo Piemonte governato prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra inizia ad assomigliare ad un buco nero senza fine che aspira soldi dei piemontesi». Parole dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle all’indomani della consegna degli inviti a comparire per una cinquantina di eletti a Palazzo Lascaris tra il 2008 e il 2010 quando governava Mercedes Bresso. Quasi tutto il Consiglio regionale dovrà rispondere per spese non istituzionali fatte con i soldi dati ai gruppi consiliari. Si tratterebbe di una cifra superiore ai tre milioni di euro spesi in gioielli,  biglietti aerei, multe, capi d’abbigliamento e notti in hotel.

«Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso», continuano i grillini, «e attendiamo che ogni singolo indagato abbia il tempo di dimostrare la propria estraneità ai fatti ma il dito nella piaga non abbiamo timore di metterlo. Fra i 50 ex consiglieri compare anche il possibile candidato alla guida della Regione per il centrodestra Albero Cirio (‘spese pazze’ per 30.000 euro). Anche lui, insieme a Gariglio e Laus, avrà modo di prendere le distanze dalle accuse che gli sono imputate ma i piemontesi iniziano ad averne le ‘scatole piene’ (e le tasche vuote) di svegliarsi ogni mattina con il dubbio di essere travolti dall’ennesimo scandalo».