18 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

Torino: futuro ancora incerto per Ljajic

Il fantasista serbo non ha ancora convinto del tutto società e tecnico. La vetrina dei mondiali potrebbe aiutare i granata
Adem Ljajic, fantasista del Torino e della nazionale serba
Adem Ljajic, fantasista del Torino e della nazionale serba (ANSA)

TORINO - Il Torino prosegue nella programmazione della prossima stagione, quella che i granata considerano della rivincita dopo un paio d'anni senza acuti e quella qualificazione europea neanche sfiorata. Walter Mazzarri è in strettissimo contatto col presidente Cairo ed il direttore sportivo Petrachi: in ballo c'è la rosa da mettere a disposizione del tecnico per l'annata 2018-2019, con tanti nomi in entrata e la necessità di capire chi dell'attuale organico possa ancora essere utile e funzionale all'allenatore toscano. Il probabile passaggio al 3-5-2, poi, mette in dubbio la permanenza di diversi calciatori, primi fra tutti gli attaccanti esterni che nel 4-3-3 agivano sfruttando al meglio le proprie caratteristiche e che nel nuovo modulo tattico voluto da Mazzarri potrebbero incontrare qualche difficoltà.

In bilico

Molto incerta, ad esempio, è la posizione di Adem Ljajic, sia per questioni tattiche che caratteriali. Il serbo non ha convinto nessuno a Torino, la sua incostanza non lo rende un intoccabile e a Mazzarri poco vanno a genio i talenti che viaggiano a fasi alterne, con lui il sacrificio e la dedizione devono essere quotidiani. Ljajic, però, non è al momento neanche facilmente cedibile, il suo cartellino si è notevolmente svalutato dopo due stagioni in chiaroscuro e più che venderlo, oggi, i granata rischiano di svenderlo. La convocazione ai mondiali di Russia con la nazionale serba, però, potrebbe venire in soccorso al Torino: qualora Ljajic si comportasse bene risultando uno dei protagonisti della compagine slava, il prezzo del cartellino potrebbe lievitare ed il club torinista avrebbe a quel punto nuovamente il coltello dalla parte del manico, da una parte la scelta di trattenerlo a Torino con nuove motivazioni e fiducia, oppure metterlo sul mercato ed intascare il massimo possibile dalla sua cessione. In qualunque dei due casi, al popolo granata converrà assistere ai mondiali con una bella sciarpa della Serbia legata al collo.