22 giugno 2018
Aggiornato 19:00
Cronaca | Aquarius

«Apriamo i porti non è uno slogan sufficiente», così Sergio Chiamparino commenta la vicenda Aquarius

Il commento del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, in merito alle scelte del Minsitro degli Interni Matteo Salvini

Aquarius (© ANSA)

TORINO - «La strada intrapresa dal governo Salvini (e lo definisco così non a caso) é solo un modo per spostare quello che viene considerato un fastidioso problema anziché un’emergenza umanitaria. Non si può pensare di gestire così un fenomeno di dimensioni epocali, semplicemente credendo di vincere un braccio di ferro per spostare il problema da Pozzallo a Valencia. Anche perché questo può funzionare la prima volta, ma non la seconda» non usa mezzi termini il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, per parlare delle scelte di governo prese dal Minsitro degli Interni Matteo Salvini, in merito allo sbarco della nave Aquarius, con a bordo oltre 600 migranti, sulle coste italiane.
 
CHIAMPARINO - «É una strada sbagliata sia perché così facendo si gioca una cinica partita sulla pelle di chi arriva nei nostri porti spinto dalla povertà e dalla disperazione, sia perché non si creano le basi per costruire politiche di lungo termine a livello europeo» prosegue Chiamparino annunciando di voler prendere parte alla manifestazione 'Apriamo i porti' organizzata dal Coordinamento 'Mai più fascisti' in piazza Castello. «Credo che l’Europa debba non solo essere accogliente ma investire sulle migrazioni, organizzando corridoi umanitari, contrastando i trafficanti di persone e gli scafisti, e organizzando l’accoglienza e l’inserimento in tutti i paesi europei attraverso corridoi umanitari gestiti dall’unione europea. Da questo punto di vista lo slogan «Porti aperti» é comprensibile nella sua immediata opposizione al linguaggio di chiusura degli slogan salviniani ma non é sufficiente a sfidare il governo Salvini e la maggioranza che lo sostiene su una politica di lungo periodo che veda nelle migrazioni non solo un problema ma una risorsa».