27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Teatro Regio

Dopo mesi di tempesta, il Teatro Regio svela la nuova stagione «giovane e italiana»

Un cartellone molto tradizionale, finalizzato a valorizzare le grandi opere delle cultura italiana e a non sperperare fondi in produzioni troppo costose. Ecco la stagione 2018-2019 nel Teatro Regio di Torino
Teatro Regio di Torino
Teatro Regio di Torino ANSA

TORINO - Sono stati mesi difficili e burrascosi in casa Teatro Regio dove oggi, lunedì 18 giugno, è stato presentato il programma della nuova stagione 2018-2019. «Dobbiamo lasciare un’eredità migliore di quella che abbiamo ricevuto» ha commentato la prima cittadina, Chiara Appendino, dopo aver rivolto un ringraziamento all'ex sovraintendente Walter Vergnano. «Io sono certa che la tempesta sia passata» ha aggiunto la sindaca «La sfida ora è vedere il teatro come luogo aperto a tutti e con solide basi finanziarie».

STAGIONE 2018-2019 - Stabiliti gli obiettivi (ampliare il bacino d'utenza, avvicinare i giovani e rendere il tutto stabile economicamente) veniamo ora a vedere nel dettaglio quale sarà l'offerta artistica del prossimo anno. Un cartellone senza dubbio molto tradizionale, finalizzato a valorizzare le grandi opere delle cultura italiana e a non sperperare fondi in produzioni troppo costose. La stagione pensata dal neo sovraintendete William Graziosi e dal direttore artistico, Alessandro Galoppini, parte dai 'fab four' della lirica nostrana: Rossini, Bellini, Donizzetti e ovviamente Giuseppe Verdi. Per la prima volta infatti al Regio di Torino vediamo proposta la trilogia popolare di Verdi: Rigoletto, Trovatore, e Travaita. Si prosegue poi con due padri della lirica italiana nel mondo: Giacomo Puccini e Pietro Mascagni. Una prima rappresentazione assoluta in tempi moderni vivacizza la programmazione, si tratta dell'Agnese di Ferdinando Paer. «Non abbiamo la Carmen, ma abbiamo l'Agnese, con una bella scena di pazzia e un finale con arpa» ha commentato Galoppini. Chiude la stagione Porgy e Bess di George Gershwin, per la prima volta al Regio. Non è da meno il panorama della danza, con Roberto Bolle and Friends e lo spettacolo Romeo e Giulietta, di Sergej Prokof’ev con il Balletto dell’Opera di Perm. «Per questa produzione tutti i ruoli saranno assegnati tramite concorso, compresi quelli organizzativi» ha spiegato il direttore artistico, passando poi a presentare un’altra prima assoluta, La giara della Compagnia Zappalà Danza. Mai come quest'anno poi la programmazione del Regio sembra avere un occhio di riguardo per i più giovani. Si spazia della fresca eleganza dell' Elisir d'Amore di Donizzetti in cui anche il cast è composto da giovanissimi alle opere pensare per le scuole, quali il Pinocchio di Valtinoni e l'Italiana in Algeri di Rossini. Lo stesso passionale logo della stagione 2018-2019 è frutto di un concorso under 35,  'Un’Opera per il Regio', vinto da Chiara Cordopatri, classe 1990.

TEATRO REGIO - «L'obiettivo» ha spiegato ancora Galoppini, «è quello di diffondere l’opera italiana e di intercettare turisti che avranno così modo di vedere le nostre migliori produzioni, mantenendo un equilibrio tra costi e ricavi che ci permetterà in futuro di fare produzioni più impegnative economicamente». Allo stesso modo Graziosi ha spiegato come solo le tournée economicamente sostenibili potranno avere luogo quest'anno. Ancora nulla di certo si può dire invece per quel che riguarda la nomina del prossimo direttore musicale, anche se una cosa pare certa: non sarà l'israeliano Daniel Oren, che pure sarà a Torino per dirigere Madama Butterfly. «Gli ultimi due tre mesi sono stati davvero difficili» ha confermato Appendino, «Ma se questa tempesta è stata superata, chiudendo il bilancio 2017 in pareggio, è perchè un’intera comunità ci ha lavorato. Ringraziamo i lavoratori del teatro che hanno vissuto momenti difficili, con preoccupazioni forti. Ciascuno di noi nella tempesta ha fatto tanto per mantenere la rotta, ponendo anche gli interessi del teatro davanti agli interessi del singolo». Il Regio quindi godrà per quest'anno del consueto contributo regionale di 2 milioni e 400 mila euro e di 5 milioni (1 milione esclusivamente dedicato a interventi strutturali sul teatro) dalla Città. Non da meno, la sindaca ha ringraziato le Fondazioni Bancarie per lo sforzo fatto: «Un teatro è solido se ha fondamenta solide. Ringrazio infine William Graziosi per aver accettato la sfida: allargare il pubblico, avvicinare i giovani e mantenere un equilibrio finanziario». Stando così le cose, non resta che prepararsi alla prima, affidata al Trovatore di Verdi, con la direzione di Pinchas Steinberg, in programma per il 10 ottobre. 

Teatro Regio Torino

Teatro Regio Torino (© ANSA)