12 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Droni a San Giovanni, Pisano: «Stiamo già pensando al prossimo anno, più in grande»

Il debutto dei droni luminosi per lo spettacolo di San Giovanni si è appena concluso e già si inizia a parlare del prossimo anno. Ce lo racconta l'assessore all'innovazione del Comune di Torino, Paola Pisano
San Giovanni 2018
San Giovanni 2018 (Roberto Barranca)

TORINO - I droni in volo li abbiamo visti tutti (o quasi), ma quello che non si è visto è il lavoro che c'è stato dietro l'organizzazione della festa in piazza per San Giovanni 2018. Un nome in particolare spicca sopra gli altri in termini di pianificazione ed è quello dell'assessore all'Innovazione del Comune di Torino, Paola Pisano. E' a lei infatti che si deve la 'maternità' dell'idea dello spettacolo di droni luminosi. Già proposti per l'inaugurazione delle rinnovate OGR ormai oltre 9 mesi fa, i droni hanno fatto il loro debutto in occasione della festa del santo patrono della città e chi, più di Pisano, potrebbe spiegarci l'importanza di questo momento in termini di innovazione e progresso tecnologico.


E' soddisfatta, nel complesso, di come è stato gestito e recepito l'evento?

Sono molto soddisfatta, è andato tecnicamente tutto bene. Mi sembra anche che sia piaciuto agli spettatori, ho ricevuto diversi commenti positivi sia questa mattina che ieri sera. Tant'è che stiamo già pensando al prossimo anno, più in grande. 

Cosa intende con 'più grande'?

Più droni, più persone coinvolte. Stiamo già parlando con Intel a proposito di questo: ieri sera abbiamo fatto un piccolo follow up sulla serata e sono rimasti molto soddisfatti anche loro. Quella dei droni è una tecnologia in cui crediamo molto e pensiamo di iniziare a testarla anche per altri servizi legati alla città.

Ad esempio?

Nulla è ancora stabilito, ma si spazia dalla manutenzione, alla sicurezza, all'analisi del territorio, alla logistica e ovviamente nuovamente all'intrattenimento. Abbiamo un tessuto molto forte a Torino che si occupa di droni e l'arrivo di Intel ci dà una grossa spinta verso l'innovazione.

Tornando a San Giovanni, che cosa si poteva fare meglio?

Sicuramente lo streaming. Non abbiamo capito che cosa sia successo, ma la connessione era molto instabile. Oggi stesso verificheremo che cosa sia accaduto, analizzeremo il problema e cercheremo di non ripeterlo in futuro. Per quanto riguarda invece la questione dell'illuminazione artificiale in piazza, non potevamo fare nulla di diverso, i lampioni dovevano restare accesi per questioni legate alla sicurezza.

I torinesi devono quindi abituarsi a pensare a una nuova tradizione di San Giovanni con i droni?

Perchè no, quest'anno era il primo test, dobbiamo pensarlo in modo tale che si apra a più persone. Torino è senza dubbio una piazza molto restia ai cambiamenti e i torinesi sono molto critici, ma queste critiche a me servono molto per migliorare i progetti. L'obiettivo ora è quello di diminutire i costi e creare un business forte. 

Per quanto riguarda la questione sicurezza infine, è soddisfatta di come è stato gestito il tutto?

E' andato tutto molto bene. La sicurezza è stata gestita in modo direi innovativo. Per la prima volta è stata usata un'app per tenere sotto controllo quante persone entravano e uscivano dal perimetro dello spettacolo. Avevamo una tolleranza, un limite massimo, e siamo felici che sia arrivata tanta gente. Colgo l'occasione anche per fare i complimenti ai torinesi che hanno rispettato le regole. E' segno che probabilmente hanno capito quanto lavoro c'è stato dietro questo evento di altissima innovazione. Abbiamo iniziato a parlarne l'8 marzo e, grazie a un team agile e veloce, è stato possibile tutto questo. Quando siamo arrivati non c'era nulla.