19 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Minacce e pugni al manager del Progetto Moi, la Digos prende il responsabile

Aveva aggredito con calci e pugni il manager che si occupava della ricollocazione degli immigrati dell'ex Moi. E' stato preso dopo una lunga indagine della Digos
Ex Moi
Ex Moi (ANSA)

TORINO - Aveva aggredito e minacciato ripetutamente Antonio M., il project manager del piano di ricollocazione degli occupanti delle palazzine ex Moi (Progetto Moi), impedendo la prosecuzione delle attività dei mediatori culturali nell’ambito del progetto. Per lui, Boukhari Diallo, 35 anni di origine senegalese, sono scattate, oggi, le manette, grazie a un’articolata indagine della Digos.

LE PROTESTE AL MOI - Gli episodi risalgono agli scorsi 21 e 22 novembre. Dopo le iniziali operazioni di sgombero delle palazzine ex Moi occupate, dove vivevano in scarse condizioni igieniche circa 100 immigrati, un gruppo di di africani aveva cominciato a contestare le operazioni dei mediatori culturali, dando vita a intense proteste e disordini.

Boukhari Diallo

Boukhari Diallo (© )

PUGNI AL PROJECT MANAGER - Il 4 e l’11 dicembre circa 20 immigrati, guidati da Boukhari Diallo e altri tre soggetti già tratti in arresto lo scorso 27 febbraio, avevano invaso, in entrambe le giornate, gli uffici del Progetto Moi, ubicati al piano terra di un immobile adiacente al plesso occupato, scaraventando all’esterno mobili e suppellettili e aggredendo i componenti dello staff. Il 21 dicembre, il Diallo, dopo aver danneggiato le vetrate dell’ufficio, aveva appunto aggredito il project manager del progetto, colpendolo con un pugno al volto. L’uomo è stato arrestato quindi per violenza privata aggravata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

TORINO NELLA LEGALITÀ - «C’è una progettualità in corso da tempo all’ex Moi - ha detto il questore Messina -. Con questo arresto la questura di Torino ribadisce che non ci sono aree in cui non si rispetta la legalità. Questo è il settimo arresto di questo tipo. Non ci sono teatri ostili per le forze dell’ordine di Torino».