19 novembre 2018
Aggiornato 23:00

Trasforma immobile della chiesa in «albergo turistico»: nei guai sacerdote

Il sacerdote, invece che pagare 20.000 euro all'anno di affitto ne pagava solo 2.000: invece di organizzare attività per la chiesa, aveva allestito una base per tour turistici
Trasforma immobile della chiesa in «albergo turistico»: nei guai sacerdote
Trasforma immobile della chiesa in «albergo turistico»: nei guai sacerdote (Guardia di Finanza)

TORINO - Se si dice che Gesù abbia avuto la capacità di trasformare l'acqua in vino, nessuno si sarebbe mai aspettato che un normalissimo sacerdote riuscisse a trasformare un edificio destinato ai campi estivi dei ragazzi e agli esercizi spirituali in una base per tour turistici, una specie di hotel. Eppure è quanto successo con l'ex caserma Rocciamelone, nella frazione di Villaretto del Comune di Usseglio.

LA CASA VACANZE - L'immobile, di proprietà demaniale, era stato affidato a una parrocchia marchigiana che, invece di pagare 20.000 euro annuali d'affitto, ne pagava solo il 10% (2.000) con l'obbligo che la struttura venisse utilizzata senza alcun scopo di lucro a fini culturali e formativi. Invece di organizzare campi estivi per ragazzi ed esercizi spirituali però, il sacerdote ospitava nella struttura di 7000 mq e con 120 posti letto, una vera e propria base per tour turistici. L'ex Caserma veniva sub affittata ad altre persone e utilizzata come sosta intermedia nell’ambito di itinerari compresi in pacchetti turistici orientati verso diverse capitali e città europee (un esempio, soggiorno a Usseglio e 4 giorni a Berlino, Parigi e addirittura in Cornovaglia). Quanto emerso dalle indagini, pertanto, oltra a violare le norme che vietano la sub concessione di beni immobili dello Stato, contrasta con le finalità per le quali veniva concesso il canone agevolato causando, in tal modo, un danno alla comunità calcolato in oltre 190.000 euro. Il parroco, oltre ad essere stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ivrea per indebite percezioni di erogazioni ai danni dello Stato, è stato anche segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti.