Cronaca | aggressioni

«Mi hanno detto che ero un 'negro' e mi hanno preso a botte», la denuncia di un rifugiato

Il ragazzo, 21 anni, è stato aggredito da due sconosciuti perchè 'nero'. I militari sono riusciti ad arrestare un italiano di 51 anni

«Mi hanno detto che ero un 'negro' e mi hanno preso a botte»
«Mi hanno detto che ero un 'negro' e mi hanno preso a botte» (Shutterstock.com)

TORINO - A raccontare la sua storia, su Facebook, è stata Ilda Curti, ex assessore al Comune di Torino per le Pari Opportunità. Una storia che parla di razzismo e di immigrazione. Lui, rifugiato del Darfur, è stato aggredito venerdì sera, intorno alle 21,30, davanti alla chiesa Ascensione del Signore di via Bonfante.

AGGREDITO RIFUGIATO - Al quotidiano La Stampa, il ragazzo, 21 anni, studente universitario, racconta che i due aggressori gli si sono avvicinati per chiedergli dei soldi, salvo poi dirgli che i suoi soldi, quelli di un immigrato di colore, non li avrebbero mai accettai. E così, dopo avergli dato del «negro di m.», lo hanno preso a botte, senza pietà. Uno dei due uomini, oltre alle minacce verbali, avrebbe avuto con sé anche un coltello e un cane che ha provato ad aizzare contro la vittima.

L’ARRIVO DEI MILITARI - Nonostante i calci, il ragazzo è riuscito a chiamare i carabinieri. Quando i militari sono arrivati alla parrocchia, uno dei due aggressori se n’era già andato. Le forze dell’ordine sono riuscite ad arrestare solo l’altro, un italiano di 51 anni. Le accuse sono di resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore i carabinieri del Comando provinciale di Torino sentiranno la vittima dell'aggressione, che sembra intenzionato a sporgere denuncia, per verificare il racconto fatto ai quotidiani.