20 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Ivrea è patrimonio mondiale dell’Unesco: Olivetti e la città della rivoluzione industriale

La cittadina eporediese è il 54esimo sito italiano patrimonio dell'Unesco: «sbaragliata» la concorrenza delle Colline del Prosecco
Ivrea è patrimonio mondiale dell’Unesco: Olivetti e la città della rivoluzione industriale
Ivrea è patrimonio mondiale dell’Unesco: Olivetti e la città della rivoluzione industriale (ANSA)

IVREA - Ivrea è patrimonio mondiale dell’Unesco: si tratta del 54esimo sito italiano dell’Unesco. La decisione è stata presa durante la sessione in Bahrain. Ad avanzare la candidatura era stata la scorsa amministrazione. Soddisfatti sia il neo sindaco Stefano Sertoli e l’ex sindaco, Carlo Della Pepa. Ivrea ha sbaragliato la «concorrenza italiana», vincendo la sfida interna con le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

IVREA PATRIMONIO MONDIALE UNESCO - Decisiva nell’assegnazione del riconoscimento, la rivoluzione industriale del Novecento e la concezione umanistica del lavoro di Adriano Olivetti. Il neo ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, spiega: «Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito UNESCO italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo». Molto soddisfatta anche Antonella Parigi, assessora piemontese alla Cultura: «La candidatura ha saputo raccontare una città e una storia, che parla anche al futuro proponendo un mondo fatto d’amore per l’essere umano, di comunità e armonia tra tecnologia e ambiente».