Cronaca | Cena in Bianco

Cena in Bianco 2018 a Torino: dopo le preadesioni rischia di saltare di nuovo

Dopo i problemi dello scorso anno dopo i tragici fatti di piazza San Carlo, anche quest'anno rischia di saltare la Cena in Bianco. Colpa degli alti costi per la sicurezza. Gli organizzatori, per ovviare, stanno cercando degli sponsor

La Cena in Bianco in piazza San Carlo
La Cena in Bianco in piazza San Carlo ()

TORINO - Un anno fa spiegavamo come per la prima volta dopo diversi anni sarebbe saltato l’appuntamento con la Cena in Bianco: una tradizione spezzata dalla terribile notte di piazza San Carlo e dall’inasprimento delle misure di sicurezza per gli eventi che avevano costretto gli organizzatori a rinunciarci. La storia però potrebbe ripetersi dodici mesi dopo e il rischio che salti nuovamente la serata in bianco che ha portato migliaia di persone in luoghi incantevoli di Torino (e non solo) è altissimo.

Questa volta la colpa non è delle tante misure di disprezza e accorgimenti da prendere, ma dell’elevato costo che questi hanno. E per un evento che sin dal primo giorno si è promesso di essere gratuito questo è un problema non da poco. Lo confermano gli stessi organizzatori che, fino a qualche giorno fa, avevano raccolto le preadesioni per capire quante persone avrebbero partecipato e scegliere una location adeguata.

«Per quanto riguarda l’ordine pubblico la Cena in Bianco 2018 si potrebbe certamente continuare a fare rispettando i nuovi decreti sulla sicurezza per gli eventi nei luoghi pubblici che prevedono a Torino, nel nostro caso e con i nostri numeri di presenze, il divieto tassativo di portare sulle nostre tavole in strada vetro (bottiglie, bicchieri e accessori), lattine, ceramica, posate in metallo (coltelli). Le normative per gli organizzatori di eventi con un numero di partecipanti alto come il nostro», spiegano ancora, «prevedono obblighi importanti per la safety e la security richiedono piano di sicurezza, piano sanitario, torri faro, piano uscite con corridoi per flusso e deflusso, stwart con patentino antincendio, sistema evac, metal detector, contapersone, varchi, eccetera. È cambiato in questi anni il mondo, si sono verificati come sappiamo fatti che richiedono di tenere alta l’attenzione sui grandi eventi di piazza».

Ed ecco che entra quindi in gioco l’aspetto economico che un evento del genere è obbligato a sobbarcarsi. Cosa che, ovviamente essendo gratuito, diventa un problema. A meno che, come successo in tanti casi, ultimo dei quali il drone show di San Giovanni, non spuntino sponsor che coprano gli elevati costi in cambio di visibilità. «Ci troviamo a dover cercare a fronte di tutto ciò un promotore sostenitore, un soggetto che voglia sostenerci e tenere i costi e gli aspetti organizzativi, facendosi carico di questi oneri che richiedono tempo, personale e denaro. Grazie quindi all’imprenditore o all’ente che capirà il valore di questo progetto, di quello che abbiamo realizzato in questi anni e vorrà proporsi e farsi avanti».

Il messaggio è stato lanciato, ora si attendono risposte che potrebbero arrivare presto visto che, negli anni precedenti, la Cena in Bianco ha dimostrato di sapere attirare quasi 100mila persone in cinque edizioni.