22 settembre 2018
Aggiornato 13:30

Sgominato gruppo che riforniva le piazze di spaccio di Torino: 32 arresti

Dopo oltre un anno di attività investigativa, la Squadra Mobile ferma i trafficanti che rifornivano di droga San Salvario, Barriera di Milano e il Parco del Valentino
Sgominato gruppo che riforniva le piazze di spaccio di Torino: 32 arresti
Sgominato gruppo che riforniva le piazze di spaccio di Torino: 32 arresti (Questura)

TORINO - Operazione Tabanus. La Squadra Mobile di Torino, dopo oltre un anno di indagine, ha sgominato un gruppo criminale capace di rifornire le piazze di spaccio di Torino: San Salvario, il Valentino e Barriera di Milano. Trentadue le misure di custodia cautelare in carcere emesse, anche grazie alle Questure di Biella, Savona, Cuneo, Roma, Varese e Vercelli. I soggetti, italiani e stranieri, facevano parte di un sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in particolar modo di hashish.

L’INIZIO DELL’INDAGINE - L’attività è iniziata nel 2016, a seguito dell’arresto di un cittadino marocchino, operato dalla polizia francese. L’uomo era stato trovato in possesso di 50 kg di marijuana. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla figura di un cittadino marocchino, A.A., arrestato nell’agosto del 2017 a Mirafiori perché trovato in possesso di 30 kg di hashish e di una pistola. Durante le fasi d’arresto, il soggetto si era inoltre schiantato con l’auto in via Tolmino angolo via Tirreno. L’arresto ha permesso alla Squadra Mobile di scoprire la rete di trafficanti che riforniva le piazze di spaccio della città.

LE TAPPE DELL’OPERAZIONE - Alcuni clienti dei trafficanti erano soliti arrivare da altre città (Roma, Biella, Genova, Cuneo, Milano e Savona) per rifornirsi a Torino. I trafficanti erano riusciti a conquistare una buona fetta di mercato, garantendo stupefacente di diversa qualità. Le indagini svolte hanno consentito di individuare uno dei depositi di Torino della droga in un box di via Verolengo all’interno del quale sono stati recuperati 300 kg di hashish nel novembre del 2016, gestito da M. H., uomo di fiducia dei soggetti suddetti. I trafficanti facevano riferimento al latitante marocchino L. B., produttore di hashish in Marocco, già colpito da altre indagini e condannato in diversi procedimenti ad una pena complessiva di 23 anni di carcere. Quest’ultimo soggetto è legato ad H. R., già detenuto per altra causa, broker della droga, nonché già noto come radicalizzato e sospetto jihadista, impegnato nel riciclaggio del denaro del gruppo criminale dei trafficanti attraverso sofisticati sistemi bancari paralleli denominati Hawala Bazkka che facevano giungere il denaro nel nord Africa.

APPROFONDIMENTI INVESTIGATIVI - Nel corso delle perquisizioni effettuate in diverse città italiane e in due carceri, sono stati rinvenuti appunti, documenti ed altro materiale informatico che sarà oggetto di approfondimenti investigativi. La complessa attività di indagine ha consentito nel corso delle investigazioni, iniziate nel 2016, l’arresto in flagranza di 20 soggetti oltre al sequestro di 1 tonnellata di hashish di un’arma clandestina con relativo munizionamento e di circa 100.000 euro in contanti. Nel corso dell’odierna operazione, tuttora in corso, per l’esecuzione di 32 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono stati finora eseguiti 22 provvedimenti restrittivi.