20 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Olimpiadi 2026: la patata bollente passa al Coni, oggi a Torino manifestazione dei contrari

Alle ore 18 partirà un corteo che da via Giordano Bruno porterà all’ex braciere olimpico dove sarà bruciato il dossier “fuffa costato 50mila euro”. Intanto si avvicina la scelta del Coni
Si avvicina la scelta del Coni
Si avvicina la scelta del Coni ()

TORINO - Se le Olimpiadi invernali del 2026 saranno fatte a Torino, a Milano, oppure a Cortina d’Ampezzo lo si saprà presto, ma non così presto come qualcuno sperava. Inizialmente per domani, martedì 10 luglio, era prevista una riunione del Coni in cui si sarebbe dovuta fare una scelta, ma il presidente Giovanni Malagò ha chiesto più tempo per analizzare i dossier arrivati dalle tre città. I tavoli comunque continuano e anzi ce ne sarà uno nel pomeriggio tra i presidenti delle varie federazioni sportive. Domani giornata importante perché al Foro Italico sarà comunicata la data nella quale verrà svelata la città italiana candidata ai giochi olimpici.

LE TAPPE PER LE OLIMPIADI - Se sul fronte italiano è ancora tutto in standby, almeno fino a quando non ci sarà una candidata, nel resto del mondo le cose sembrano essere un po’ più chiare. Dopo il ritiro di Sion (Svizzera) e Graz (Austria), restano quattro città che se la vedranno con l’Italia: sono Calgary (Canada), Erzurum (Turchia), Sapporo (Giappone) e Stoccolma (Svezia). Per l’ufficialità delle città candidate bisognerà aspettare ottobre 2018 quando, in Argentina a Buenos Aires, sarà data la comunicazione. Per conoscere invece chi ospiterà le Olimpiadi del 2026 l’attesa è un po’ più lunga, settembre 2019.

TORINO O MILANO? - Il Governo ha lasciato la patata bollente al Cio. E forse questo non è un bene per Torino perché è nota la preferenza per il capoluogo lombardo, ma negli ultimi giorni la spinta e l’unione da parte di molti parlamentari, del vice primo ministro Luigi Di Maio, dell’Ascom, dell’Unione Industriale e di tanti altri, hanno rimesso in corsa Torino. Sulle Olimpiadi la sindaca si è giocata tutto, anche il rapporto (forse compromesso) con la sua maggioranza in Sala Rossa, ma ha trovato il consenso del presidente della Regione Piemonte e dei sindaci dei comuni che potrebbero essere toccati dai giochi olimpici. Il dossier, già presentato, sarà valutato dal Coni. Sul fronte dei «No ai Giochi» da sottolineare la manifestazione di questo pomeriggio che partirà da via Giordano Bruno, uno dei simboli peggiori di Torino 2006, per arrivare fino all’ex braciere olimpico per bruciare il dossier preparato proprio da Appendino e co.