20 novembre 2018
Aggiornato 23:00

Razzismo: dalla Procura di Torino la «ricetta» per combattere l'odio

Un procuratore aggiunto, insieme a un gruppo di magistrati, si occuperà prioritariamente di procedimenti che riguardano reati legati all'odio etnico-religioso. L'obiettivo?
Procuratore capo di Torino Armando Spataro e Questore Francesco Messina
Procuratore capo di Torino Armando Spataro e Questore Francesco Messina (ANSA)

TORINO - «Se un barcone di immigrati attraccasse ai Murazzi, nessuno potrebbe vietare alle persone a bordo di scendere. Un comportamento del genere sarebbe oggetto di una nostra indagine» così il procuratore capo di Torino Armando Spataro, durante una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo di Giustizia nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 9 luglio. In questa occasione Spataro ha presentato ai media i metodi per contrastare i reati motivati da «ragioni di odio e discriminazione etnico-religiosa», avendo constatato l'aumento di questo tipo di reati negli ultimi tempi. 

PROCURATORE - Nel dettaglio, un procuratore aggiunto, insieme a un gruppo di magistrati, si occuperà prioritariamente di procedimenti che riguardano reati legati all'odio etnico-religioso. L'obiettivo? Evitare l’archiviazione di fascicoli aperti per episodi a sfondo razziale. Contemporaneamente poi, gli agenti della polizia giudiziaria forniranno alle vittime di questo tipo di violenze tutte le informazioni in merito alle possibilità di assistenza e di difesa, il tutto in una lingua a loro comprensibile.