Cronaca | sociale

Sostegno allo studio per i reclusi, la giunta comunale dice sì

Con la decisione approvata oggi dalla Giunta Comunale, Palazzo Civico si rende disponibile a ospitare studenti del polo universitario in tirocinio formativo nelle proprie strutture

Sostegno allo studio per i reclusi, la giunta comunale dice sì
Sostegno allo studio per i reclusi, la giunta comunale dice sì ()

TORINO - Sostenere le persone detenute che hanno intrapreso corsi universitari è l’obiettivo della deliberazione assunta oggi dalla giunta comunale, su proposta dell’Assessore comunale al personale, Sergio Rolando. Si tratta di una iniziativa che riguarda l’attuale anno accademico e i futuri tre, è di notevole importanza sociale ed è volta al futuro reinserimento di quanti stanno scontando una pena.

POSSIBILITÀ PER I RECLUSI - Quella del sostegno allo studio di quanti si trovano reclusi è un’iniziativa avviata nel 1998 attraverso un’intesa sottoscritta dall’Università di Torino con il Tribunale di Sorveglianza e il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria. I risultati confermano l’esigenza di proseguire il progetto sperimentato negli anni scorsi dando l’opportunità di estendere l’iniziativa ad altri enti che hanno manifestato l’interesse alla stipulazione del nuovo protocollo. Nello specifico, la Regione Piemonte e il Fondo Musy, di recente costituzione, dedicato al sostegno di iniziative solidaristiche nei settori sociale, assistenziale, culturale ed accademico con particolare attenzione alle persone che nel periodo detentivo hanno scelto di dedicarsi agli studi universitari.

L’IMPEGNO DI TORINO - Con la decisione approvata oggi dalla giunta comunale, Palazzo Civico si rende disponibile a ospitare studenti del polo universitario in tirocinio formativo nelle proprie strutture, definendo percorsi di stage coerenti con il ciclo di studi intrapreso. L’amministrazione comunale, impegnata nel favorire i percorsi socio-lavorativi, aveva istituito, già nel 2004, la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà consolidando i raccordi con la Casa Circondariale «Lorusso e Cutugno», in collaborazione con l’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo.