21 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Insulti razzisti sul bus da un dipendente Gtt? I controllori si ribellano e passano all'azione

Damiano De Padova, rappresentante dei controllori di Gtt, ci manda una lettera dopo il clamore (arrivato fino in Sala Rossa) di una vicenda narrata da Repubblica e avvenuta sabato mattina
Lettera dei controllori Gtt
Lettera dei controllori Gtt (Shutterstock.com)

TORINO - L’attacco è arrivato. La risposta non ha tardato. I controllori di Gtt non ci stanno alla vicenda narrata da Repubblica di una passeggera, descritta come una lettrice del giornale, che ha descritto quanto sarebbe accaduto sabato mattina a bordo del bus numero 56 in cui un controllore avrebbe insultato una persona di colore scoperta senza biglietto e al termine di un battibecco.

Questa la lettera che riceviamo da Damiano De Padova e pubblichiamo:

«In qualità di rappresentante degli assistenti alla clientela GTT di Torino, rimango allibito di quanto sarebbe accaduto sulla linea 56, direzione centro alle 11,30 circa di sabato mattina.

La signora Jolanda, racconta la scena a cui ha assistito quella mattina, per  testimoniare lo sdegno e l’indignazione che ha vissuto, pur ammettendo di non aver  assistito ne all’inizio e ne alla fine dell’alterco tra i controllori e  il ragazzino, (da nostre informazioni presumibilmente di circa 25/26 anni di età) ma precisando molto bene che era di colore.

La signora Jolanda, descritta inizialmente come una lettrice del giornale, non è certo una donna qualunque di 66 anni, ma una profonda conoscitrice della vita politica della città, funzionaria del Consiglio Regionale del Piemonte, candidata per la camera dei deputati nel 2001, elezioni comunali nel 2006, elezioni europee 2009 e molto altro ancora.

Molto sensibile alla problematica dell’accoglienza e dell’immigrazione, infatti, caso vuole si stava giusto recando alla manifestazione in via Garibaldi per il flash mob con le magliette rosse, in favore dell’accoglienza ai migranti, quanto ha notato, questo «ragazzo nero», che incurante del fatto che la collettività paga per il servizio pubblico di linea e che anche lui fosse tenuto a farlo, scendendo, prima di darsi alla fuga per sottrarsi al verbale di accertamento, può essere che abbia «toccato» uno dei controllori e che lo stesso abbia risposto in maniera inappropriata.

Risultato, che il povero ragazzino di colore, cosi descritto dalla signora, si è dato alla fuga, la signora, anziché fermarsi ed eventualmente chiamare le forze dell’ordine per denunciare quanto accaduto, ha proseguito la corsa per non perdere la manifestazione o non è riuscita a scendere per la partenza a tutta birra del bus su cui viaggiava, intanto sul campo è rimasta una ragazza «italiana» difesa da nessuno, che si è beccata la multa.

Si potrebbe interpretare anche questo come razzismo nei confronti di chi paga regolarmente e con grande sacrificio il titolo di viaggio per se e i suoi famigliari o si paga le multe anziché darsi alla fuga, a differenza del ragazzo prontamente difeso dalla signora in rosso?   

Ed è proprio contro queste ingiustizie che l’Amministrazione Comunale, proprietaria di GTT dovrebbe riflettere e intervenire oltre ad accertare le eventuali responsabilità di TUTTI i coinvolti nella vicenda a salvaguardia dell’immagine aziendale e di tutti i lavoratori GTT.

Per questo, per valutare al meglio anche il contesto generale in cui operiamo, presenteremo un’interpellanza, così che tutti sappiano esattamente quanti agenti di controllo finiscono in infortunio per «aggressioni» e «toccatine» da giovani ragazzi che per sottrarsi alle loro responsabilità, scaraventano a terra donne, bambini e anziani per darsi alla fuga».  

RSU Assistenti alla clientela