21 novembre 2018
Aggiornato 21:30

La «Fontana di Vetro» trasloca: ecco dove verrà spostata la Totalità di Costas Varotsos

L’ufficialità è stata confermata questa mattina dal vice sindaco Andrea Montanari e dall’assessora alla Cultura, Francesca Leon
La «Fontana di Vetro» trasloca: ecco dove verrà spostata la Totalità di Costas Varotsos
La «Fontana di Vetro» trasloca: ecco dove verrà spostata la Totalità di Costas Varotsos (Diario di Torino)

TORINO - La «Totalità», opera dell’artista greco Costas Varotsos, ha una nuova casa. L’indiscrezione era nell’aria da tempo: l’ex fontana di vetro di piazza Benefica sarà ricollocata accanto al grattacielo Intesa Sanpaolo, nel giardino Nicola Grosa.

L’UFFICIALITA’ - La notizia è stata confermata questa mattina dal vice sindaco Andrea Montanari, dall’assessora alla Cultura Francesca Leon, nel corso della riunione congiunta delle commissioni Cultura e Urbanistica, presieduta da Daniela Albano, presente lo stesso artista. L’opera, costituita da "vassoi" di vetro sovrapposti per un peso di 25 mila kg, per un'altezza di poco più di 9 metri, collocata nel 1999 in piazza Benefica, a seguito di condizioni di degrado, e grazie ad un protocollo di intesa tra Città di Torino, Intesa-SanPaolo e Centro di restauro della Venaria, dopo analisi sulle strutture metalliche, nel 2017 è stata rimossa per essere riprogettata, alla luce delle innovazioni tecnologiche, e restaurata.

LA NUOVA COLLOCAZIONE - La nuova collocazione, in un’area di circa 20 metri quadri, è prevista accanto al grattacielo Intesa-SanPaolo, all’interno del giardino Nicola Grosa. Il costo complessivo dell’operazione è di 209mila euro, 170mila dei quali, finalizzati al restauro, finanziati dallo stesso gruppo bancario. A carico della Città le spese legate alla rimozione dell’opera da piazza Benefica e quelle necessarie per la costruzione del basamento, nella nuova sede, per circa 59 milioni. A favore della scelta della nuova collocazione, che ha visto il gradimento di Renzo Piano, autore del progetto del grattacielo, anche l’assenza, nel sottosuolo, di sottoservizi quali reti idriche, gas, fibre ottiche ecc.