21 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
TAV

La richiesta del M5S di Torino al Governo: «Ora si fermi il TAV»

Il ministro Toninelli però gela chi richiede di fermare la grande opera: «Vogliamo migliorare il TAV». Dura condanna agli scontri delle ultime ore

TORINO - Duro attacco al Tav. Dopo gli scontri avvenuti nel fine settimana presso il cantiere di Chiomonte, la diatriba verbale passa alla politica. E’ il M5S di Torino a chiedere ufficialmente al Governo di fermare il Tav. Tramite un comunicato stampa,il M5S torinese si impegna a portare in aula un documento con precise richieste al Governo.

IL COMUNICATO DEL M5S - «Apprendiamo con stupore le dichiarazioni lasciate in questi giorni dalle imprese e da alcuni politici in merito al dossier realizzato dalla Commissione Tecnica del Comune di Torino sulla Linea Torino-Lione e consegnato al Ministro Toninelli dalla Sindaca Chiara Appendino.
Non ci spieghiamo come possa generare preoccupazione la consegna di numeri, grafici e stime e la richiesta al Governo di un’Analisi Costi-Benefici sull’opera, (come anche rilevato dalla Corte Europea dei Conti - European Court of Auditors: rapporto n. 19 del 2018, punto V, pag. 8 ) considerando che l’unica resa pubblica ad oggi è quella del 2012, prima di importanti modifiche al progetto della linea e alle previsioni di traffico smentite dallo stesso Osservatorio nel 2017.

Ancor meno comprensibili ci paiono le dichiarazioni in merito a presunte penali per l’Italia nel caso in cui l’opera dovesse essere sospesa o fermata, o alle asserzioni che affermano un presunto avanzamento dei lavori in Francia, considerato che lo stato francese ha posposto le decisioni relative di sua competenza a dopo il 2038 e che non esiste alcun accordo internazionale sottoscritto dall’Italia nei confronti della Francia o dell’Europa che preveda l’esborso di penali in caso di ritiro unilaterale italiano.

Per questi motivi diamo la massima solidarietà alla Sindaca Chiara Appendino, che anche nell’ultima riunione di confronto con il comitato Notav di Torino e cintura, ha ribadito la contrarietà all’opera e si è assunta l’impegno di trasmettere le informazioni prodotte dalla Commissione Tecnica del Comune di Torino sulla Linea Torino- Lione al Ministero delle Infrastrutture, nonché la promozione di un incontro con lo stesso Ministro e i Sindaci coinvolti dall’opera.
Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, forte dei dati raccolti e esaminati ad oggi si impegna a portare in aula un documento di richiesta al Governo:

- di ridiscussione integrale del progetto, e, nell’attesa, di sospendere i poteri del Direttore generale di TELT, in modo che non possano essere firmati gli annunciati bandi di gara per oltre 5 miliardi di € che potrebbero dare origine a futuri contenziosi;

- di sollevare l’Arch. Foietta dai suoi tre incarichi (Presidente Osservatorio Torino-Lione, Commissario straordinario del Governo per la Torino-Lione, Copresidente Intergovernativa Italia Francia per la Torino-Lione) e il Direttore Mario Virano in quanto nominato nel CDA di TELT dal Governo.

Inoltre si richiede a RFI un utilizzo diverso dei 1.900 milioni di euro deliberati dal CIPE per la mobilità urbana e interurbana di Torino».

TAV, PARLA TONINELLI - Se la richiesta di fermare il TAV è piuttosto esplicita, il ministro dei Trasporti Toninelli non sembra dello stesso avviso. Anzi. «Il TAV è un’opera che abbiamo ereditato, se ci fossimo stati noi al governo non sarebbe mai stata concepita in questa maniera costosa e impattante. Il nostro obiettivo sarà quello di migliorarla». Insomma, una posizione diversa quella tenuta dal ministro, che ha fermamente condannato gli scontri delle ultime ore.