21 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Cronaca

Torino, la città dei dog sitter: è la terza in Italia, come regolarizzare questo lavoro?

Tantissimi cani in città e il lavoro di dog sitter spopola sempre di più: d’estate boom di richieste ma la legge non tutela ancora questa figura professionale

TORINO - Che Torino amasse i cani è cosa nota: in città gli amici a quattro zampe sono sempre di più, così come le iniziative volte a garantire il benessere degli animali, tra negozi che lasciano ciotole fresche fuori dalla propria porta e vie che organizzano eventi per cani. 

DOG SITTER, UNA FIGURA SEMPRE PIU RICHIESTA - Avere un cane è un piacere e un privilegio ma oggi, con la vita frenetica, non è sempre facile trovare il tempo per accudire e dare le giuste attenzioni a un animale. Per questo motivo, soprattutto d’estate, spopola una nuova professione: quella dei dog sitter. Non tutti lo sanno, ma la città della Mole è la terza in Italia come presenza di questo tipo di figure professionali. A rivelarlo è uno studio condotto da Aidaa: a Torino e provincia vi sono circa 1200 dog (e cat) sitter, mentre solo in città sono più o meno 500. Numeri altissimi, secondi solo a Milano e Roma. 

DOG SITTER, UNA FIGURA DA TUTELARE - Visto il trend del momento, per tutelare di più questo tipo di figura professionale, Aidaa ha chiesto a gran voce che possa essere reintrodotto il pagamento attraverso voucher, includendo la normativa nel «decreto dignità»: «Si tratta in maggioranza di giovani sotto i 24 anni che amanti degli animali passano una parte del loro tempo a occuparsi di cani e gatti a cinque-sei euro l'ora» spiega Lorenzo Croce, presidente di Aidaa. «Tenendo conto che mediamente un dog sitter lavora dalle 4 alle 6 ore al giorno, sabato e festivi compresi e tenuto conto del fatto che sono oltre 50.000 le figure professionali di questo tipo in Italia, il giro di affari che potrebbe riemergere dal nero ammonta a oltre 35 milioni di euro una cui parte di tasse potrebbe essere usata per il piano di sterlizzazioni dei randagi a partire da quelli delle regioni del sud». Una richiesta naturale, per regolarizzare e tutelare una figura professionale tanto richiesta quanto amata dai nostri amici a quattro zampe.