21 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Strada Bramafame

Carrozzeria abusiva a Madonna di Campagna, 2.000 metri di capannone e attività sconosciute al fisco

Per riuscire a circoscrivere i capannoni utilizzati in strada Bramafame la guardia di finanza si è servita anche delle riprese aeree effettuate con alcuni sorvoli di un elicottero. Due le persone denunciate: un ex meccanico di 70 anni e un cinquantenne

TORINO - La guardia di finanza ha scoperto la presenza di una carrozzeria abusiva, che fungeva anche da officina, in strada Bramafame a Torino. All'interno del quartiere Madonna di Campagna due uomini, un meccanico in pensione di 70 anni e un cinquantenne, aveva allestito impianti per la verniciatura delle autovetture, carrozzeria, officina per le riparazioni e immobili per il ricovero delle vetture, insomma una fiorente attività ma completamente sconosciuta al fisco e, tra l’altro, posizionata su un’area di quasi 2.000 metri quadri del tutto abusiva.

RIPRESE DALL'ELICOTTERO - Per riuscire a capire come funzionasse quest'attività commerciale abusiva e per individuare i capannoni utilizzati dalla coppia, la guardia di finanza si è servita anche delle riprese aeree effettuate con alcuni sorvoli di un elicottero della sezione aerea di Varese del Corpo. I capannoni sono stati individuati in questo modo visto che erano accuratamente nascosti e protetti con delle recinzioni così da impedire agli estranei di vedere all’interno. Solo i conoscenti dei meccanici, infatti, potevano, previa chiamata telefonica, accedere nelle officine per le riparazioni.

IL BLITZ - Quando la finanza è intervenuta, all'interno della carrozzeria abusiva si trovavano diverse vetture in attesa di manutenzione, dal cambio della centralina del motore alla sostituzione dell’elettrovalvola, sul ponte sollevatore infatti una vettura era pronta per la sostituzione del cambio ed una motocicletta era pronta per la «cottura» in forno. Oltre all’aspetto fiscale della vicenda, che sicuramente avrà un suo seguito, sono state numerose e gravi le irregolarità riscontrate: nessuna misura antinfortunistica era presente nei vari locali, né estintori né impianti di aerazione a norma o di recupero dei fumi o vapori, causando in tal modo la liberazione in atmosfera dei residui delle verniciatura.

DENUNCIATI - Per i due è scattata la denuncia. Numerosi i reati contestati, si va da quelli di natura ambientali fino all’abuso edilizio, dalle violazioni per le gravi carenze delle norme a tutela dei lavoratori sino allo smaltimento dei rifiuti pericolosi.   Al termine dell’operazione tutta l’area e i macchinari industriali utilizzati per l’attività illecita sono stati sequestrati.