15 novembre 2018
Aggiornato 13:30

Le Olimpiadi mettono a dura prova la politica cittadina, Appendino al centro di critiche e ironie

Mentre la capogruppo del M5S Sganga parla di una Torino relegata al ruolo di Cenerentola, il collega Carretto consiglia alla prima cittadina di fare attenzione altrimenti dovrà contare la sua maggioranza. Critiche piovono anche dalla minoranza
Appendino contro l'opposizione
Appendino contro l'opposizione ()

TORINO - L'epilogo è di quelli completamente lontani dalla realtà sperata. La città di Torino non farà sicuramente da padrona per i giochi olimpici del 2026, anzi il Coni al capoluogo piemontese ha assegnato solo l'hockey su ghiaccio maschile (al Pala Alpitour) e il pattinaggio di velocità (all'Oval) e una parte di sci alpino (a Sestriere). In queste ore in molti si chiedono perché si è arrivati a una decisione del genere e le risposte, soprattutto da parte dei detrattori del Movimento 5 Stelle, non si sono fatte mancare. "Appendino e il M5S invece che piangere sul latte versato si facciano un bell'esame di coscienza", scrive il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Lo Russo che fa un excursus della vicenda Olimpiadi 2026 legata a sindaca e maggioranza che, scrive Lo Russo, ha portato Luigi Di Maio ("noto espertone di sport invernali e olimpiadi") a Torino per trovare una quadra, cosa fatta solo superficialmente. Si passa così al "secondo colpo di genio: scrivono una delibera-suicidio fatta apposta per farsi mandare a quel paese dal Coni. Appendino e i pochi grillini realmente favorevoli pensano senza dirlo: 'Cosi ci freghiamo i dissidenti interni e intanto votiamo una delibera di sostegno alle Olimpiadi e poi si vede'.». Infine tira le conclusioni: "A Torino arriva davvero poco, alle sue valli ancora meno, ma per come era stata gestita ed era messa fino a poche ore prima poteva non arrivare proprio nulla", e riferito ai Cinquestelle: "Non capiamo se ci fate o ci siete. Rileggete come avete gestito la candidatura, cosa avete dichiarato per settimane, incluse le richieste di dimissioni di Malagò e la proposta della Commissione di inchiesta comunale sulle Olimpiadi di Torino 2006, e infine il testo di cosa avete votato e chiedetevi se, secondo voi, con tutte le fregnacce che avete detto e scritto potevamo ottenere di più dal Coni. Fatevi la domanda e, riflettendo, datevi la risposta".

DAL M5S - Per il Movimento 5 Stelle si è espressa la capogruppo in Sala Rossa, Valentina Sganga: "La proposta avanzata della commissione di valutazione del Coni subordina Torino ad un ruolo minore e marginale, escludendo quasi completamente le sue valli dalla manifestazione", dice e aggiunge, "fatico a comprendere chi, soprattutto dai banchi della minoranza e dopo non aver neppure sostenuto la candidatura in aula, gioisce per la mera assegnazione di qualche gara di hockey e poco altro. È davvero questo il meglio che ci si poteva auspicare per il nostro territorio? Non credo, Torino pare relegata al ruolo di Cenerentola".

TUTTI CONTRO I CINQUESTELLE - Oltre al Pd, anche gli altri partiti hanno voluto esprimere il loro rammarico per il ruolo marginale di Torino nel dossier del Coni e incolpare l'amministrazione per come è stata gestita la partita. I Moderati parlano di "delibera inadeguata" con il consigliere Silvio Magliano e il deputato Giacomo Portas: "Solo per l'incapacità dell'amministrazione Torino non è riuscita a emergere come candidatura singola. Ci dobbiamo accontentare di una soluzione di ripiego, cioè della prospettiva di condividere l'organizzazione dei Giochi Invernali 2026 con altre due città. Tutto l'iter relativo alla candidatura è stato gestito in maniera pessima, con attenzione rivolta non al bene di Torino ma agli equilibri interni, tutti politici, del Movimento Cinque Stelle». Rincara la dose Forza Italia con Osvaldo Napoli: "Chi si sorprende per le decisioni del Coni o è un inguaribile ingenuo oppure è in perfetta malafede. Si rendono conto i torinesi che sono guidati da un’amministrazione che mentre presentava una finta candidatura olimpica, condita di mille riserve e retropensieri, pretendeva nello stesso tempo di indagare i protagonisti delle Olimpiadi 2006 e oggi commissari per l’assegnazione delle Olimpiadi 2026? Bisogna essere fuori come un balcone per immaginare che da un simile comportamento potesse venire qualcosa di positivo per la candidatura olimpica di Torino. Vale anche per l’amministrazione Appendino l’adagio popolare: chi semina vento, raccoglie tempesta".

LEGA - Più che una critica la Lega spera ora che il Movimento 5 Stelle, con Chiara Appendino in pole position, siano disposti a collaborare con Milano e Cortina per la riuscita della Olimpiadi del 2026: "Ci auguriamo che i proclami a Cinquestelle di volere una candidatura in solitaria restino appunto solo proclami e che si sia disposto al dialogo con il Coni e con le altre città", dice il capogruppo Fabrizio Ricca, "Chiediamo ad Appendino la stessa responsabilità che abbiamo avuto noi mettendoci a disposizione e sostenendo la giunta qualche settimana fa. Sarebbe brutto che un atto di egoismo politico possa escludere la partecipazione di Torino alle Olimpiadi invernali de 2026".

SINDACA SCAVALCA CONSIGLIO COMUNALE - Tra i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle ce n'è uno che nelle ultime ore ha criticato l'operato di Chiara Appendino. Si tratta di Damiano Carretto che nella serata di ieri ha ironizzato sul presidente del Coni: "Comunque devo ricredermi su Malagó. Ci vuole del genio per partorire il peggior progetto di Olimpiadi che il mondo civilizzato abbia mai visto». Ma era sulla prima cittadino che si era espresso qualche ora prima: "L'indirizzo espresso dalla delibera approvata dal Consiglio comunale di Torino era molto chiaro: NO a candidature condivise con Milano e Cortina. La lettera inviata a Malagò, invece, smentisce questo semplice concetto mettendo la Città di Torino a disposizione di un'eventuale 'candidatura nazionale', se imposta dal Governo. Governo che, tra le altre cose, avrebbe dovuto produrre, tramite ente terzo, un'approfondita analisi costi-benefici sulle tre candidature. Analisi di cui si sono perse le tracce. Se la sindaca pensa di prendere in giro la sua maggioranza e il Consiglio comunale dovrà iniziare a contare i consiglieri e le consigliere che, quella maggioranza, la compongono. Abbia il coraggio di rispettare quanto espresso dal Consiglio ed esprima l'indisponibilità della Città di Torino a una candidatura condivisa, anche se fosse il Governo stesso a richiederla, ponendo così fine a questo assurdo teatrino. È ormai palese che non possa esistere una candidatura sostenibile".