17 ottobre 2018
Aggiornato 20:30

Si finge finanziere per truffare un imprenditore, denunciato insieme alla moglie e a un amico

Quando i sospetti si sono fatti sempre più intensi si è rivolto alla vera guardia di finanza. Il truffatore altro non era che un autotrasportatore di Piossasco che agiva insieme alla moglie e a un amico
Guardia di finanza
Guardia di finanza (ANSA)

TORINO - Si è finto un militare della guardia di finanza per truffare un imprenditore residente a La Loggia ma questo, sempre più scettico, si è rivolto alle vere Fiamme Gialle che indagando hanno smascherato non solo il finto finanziere, ma hanno scoperto anche la presenza di due complici, la moglie e un amico della coppia, tutti quarantenni residenti a Piossasco. In realtà G.G., il truffatore, nella vita di professione fa l'autotrasportatore. Ha raggirato l'imprenditore di La Loggia facendogli credere di potergli essere utile in caso di necessità, fornendogli informazioni o un "aiuto" nell’eventualità di un controllo. L’imprenditore, intimorito dalle velate ritorsioni da parte del «falso finanziere», ha continuato ad elargire favori, non solo personali ma anche patrimoniali, a tutti i soggetti coinvolti nella truffa. Racconti inverosimili degni di una «fiction» poliziesca e fantomatiche operazioni antidroga sotto copertura, hanno poi fatto da cornice alla menzogna raccontata dal trio.

DENUNCE - La vera guardia di finanza ha avviato le indagini ricostruendo tutta la vicenda con i tre protagonisti. Per questi è scattata la denuncia per truffa, millantato credito e sostituzione di persona. Sequestrati anche, a ulteriore conferma delle responsabilità emerse, il materiale utilizzato per convincere l’imprenditore: una paio di manette ed una placca simile a quella utilizzata dalle Fiamme Gialle.

GDF - Visti i ripetuti casi di truffe ai danni di cittadini da parte di falsi finanzieri ha portato la guardia di finanza a lanciare un appello: "Una delle regole da seguire", dicono, "è che i militari della guardia di finanza devono sempre qualificarsi attraverso la propria tessera personale di riconoscimento. Occorre inoltre tenere anche presente che la loro presentazione in abitazioni private avviene solo in casi limitati, mai per assumere informazioni sensibili sulle condizioni patrimoniali e sulla consistenza dei propri averi custoditi in casa». In caso di dubbio una telefonata al 117 resta sempre la soluzione migliore.