20 agosto 2018
Aggiornato 00:30

«Aiuto, sono stata violentata da mio figlio in preda ai fumi del crack»

La denuncia di una donna dopo tre ore di incubo. Stava per andare a lavorare quando il figlio l'ha bloccata e ha abusato di lei più volte. Poi si è addormentato e la mamma ne ha approfittato per chiamare la polizia
Violenza sessuale e fumo di crack
Violenza sessuale e fumo di crack (Shutterstock.com)

TORINO - Un uomo di 30 anni è stato arrestato dalla polizia dopo la telefonata della madre che alla centrale operativa ha raccontato di essere stata violentata dal figlio. Gli agenti sono subito accorsi sul posto, a Torino, e hanno trovato la donna seduta nell'androne del palazzo con le lacrime agli occhi, disperata, incredula e con i vestiti strappati. Ha raccontato ai poliziotti quanto successo poco prima: sequestrata in casa dal figlio per oltre tre ore, era stata violentata più volte, fino a quando il trentenne si era addormentato. Il tutto dettato dalle allucinazioni del figlio dovuto dal crack, droga che fumerebbe di continuo.

IMMOBILIZZATA - La donna, 50 anni, stava per uscire di casa per andare a lavoro quando il figlio l'ha aggredita e minacciata, per poi immobilizzarla e abusare più volte di lei. E intanto non ha mai smesso di farsi di crack. Dopo tre ore di incubo l'uomo si è addormentato e lei, distrutta, ha chiamato la polizia per denunciare senza esitazioni. Gli agenti intervenuti si sono occupati sia di lei, portata al centro antiviolenza dell'ospedale Sant'Anna, sia del figlio, arrestato con l'accusa di abuso sessuale.

PROVA DEL DNA - Durante l'udienza di convalida dell'arresto, l'avvocato del trentenne ha respinto ogni accusa. Contro di lui c'è un lungo verbale di quello che ha raccontato la madre. A far chiarezza saranno le analisi del DNA disposte sia su alcuni campioni di vestiti della donna che sui tamponi biologici prelevati nel corso della visita medica a cui è stata sottoposta la donna al Sant'Anna. Per il momento il figlio resta in carcere.