17 ottobre 2018
Aggiornato 19:30

Il Governo stoppa i finanziamenti per le periferie, ma i 235 interventi a Torino dovrebbero essere salvi

I 18 milioni di euro dovrebbero esserci tutti. Torino infatti è tra le prime città (una delle 24) ad aver sottoscritto l’accordo con il Governo e i 235 interventi previsti nelle periferie dovrebbero essere salvi
Chiara Appendino con Laura Castelli
Chiara Appendino con Laura Castelli (Facebook)

TORINO - E ora che ne sarà dei progetti per le periferie? Domanda lecita a fronte dell’emendamento di Lega e Cinquestelle, approvato in Senato, che prevede il rinvio al 2020 di 2,1 miliardi di finanziamenti messi in campo dal Governo Renzi per il piano Periferie. Quest’ultimo di fatto è stato sospeso e, al suo posto, i senatori hanno votato un altro emendamento che libera un miliardo di euro per gli investimenti destinati, questa volta, a tutti i comuni e non solo a quelli che hanno firmato un accordo. Ma di fatto questa nuova situazione, che comune arriverà a settembre alla Camera dei Deputati, come influenzerà i piani dell’amministrazione Appendino?

18 MILIONI - Sono 18 i milioni di euro di finanziamento assegnati a Torino per 235 interventi previsti nelle periferie cittadine. In teoria tutti i progetti sono salvi grazie al fatto che il capoluogo piemontese rientra tra le 24 amministrazioni «salve», cioè quelle che per prime avevano vinto il bando firmando subito un accordo. Inoltre, stando a quanto dichiarato dalla sottosegretaria all’Economia, la grillina Laura Castelli, «in ogni caso le spese progettuali già sostenute saranno rimborsate», quindi non dovrebbe esserci il rischio paventato da Alberto Avetta, il presidente di Anci Piemonte.

I COMMENTI - E’ Marco Giusta l’assessore al Decentramento e pare che, appresa la notizia, si sia messo subito in contatto con Roma per chiedere delucidazioni. Dovrebbe aver ricevuto rassicurazioni sui finanziamenti a Torino, ma su questo molti consiglieri dell’opposizione non sono certi: «Agopuntura urbana. Così la sindaca Appendino e l’assessore al Decentramento avevano definito il progetto AxTo: 45 milioni di euro per 235 interventi nelle periferie di Torino», sbotta la consigliera Pd Chiara Foglietta, «‘Questi fondi sarebbero stati utilizzati in zone periferiche della Città per acquistare e ristrutturare case popolari, avviare politiche attive per il lavoro, realizzare progetti di manutenzione di strade e marciapiedi, di scuole, riqualificare mercati rionali, parchi e campi sportivi, nuove stazioni di bike sharing e tanto altro, iniziative per i giovani e volte allo sviluppo tecnologico e digitale per preparare la Città alle sfide del futuro’ scriveva un anno e mezzo fa la prima cittadina sul suo blog. Opportunità di ricrescita per la nostra città e di riqualificazioni, non grandi opere, ma qualcosa di concreto che i cittadini avrebbero potuto toccare con mano. Il governo del cambiamento Lega-M5S ha bloccato per due anni il piano periferie promesso dal governo precedente e anche Torino finisce nel mirino. Come mai non leggiamo questa notizia sulla pagina-blog della sindaca Appendino o dell’assessore al decentramento?». Anche la ex consigliera del Movimento 5 Stelle Deborah Montalbano ha commentato: «Nel Milleproroghe rinviamo e sospendiamo gli unici fondi dopo anni e anni sulle periferie che hanno impegnato i comuni in questi due anni per presentare progetti, riuscire ad aggiudicarsi parte dei fondi, organizzare bandi, impegnando il tempo di assessori e del personale dei loro uffici, Circoscrizioni, realtà e associazioni, cooperative e quant'altro. Tutte cose che non si fanno di certo gratis, impegnando quindi risorse dei cittadini. Per onestà dico, l'unica iniziativa del vecchio governo che mi trovava concorde».