11 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

I buoni pasto non toccano solo i dipendenti comunali, il bar Portico 74 costretto a chiudere

Il credito nei confronti di Qui!Group e la mancanza di clienti che prima spendevano i buoni pasto hanno costretto a mettere in vendita il locale di via Bologna
Portico 74 di via Bologna
Portico 74 di via Bologna (Google Street View)

TORINO - Se fino a questo momento si è parlato di tutti quei dipendenti che quasi dall'oggi al domani non hanno più potuto utilizzare i buoni pasto della Qui!Group, ora iniziano a uscire allo scoperto anche tutti quegli esercenti che, per colpa dei mancati pagamenti del gruppo sopra citato, rischiano di dover chiudere l'attività o di metterla in vendita. Uno di questi è il bar Portico 74 di via Bologna, il cui titolare Giuseppe Di Bella si vede costretto a cambiare vita per un credito di 20mila euro e un'attività sostanzialmente giunta al capolinea da quando il Comune ha bloccato i buoni ai proprio dipendenti.

Posizionato proprio di fianco al Comando della polizia municipale, da maggio non riceve più i rimborsi di Qui!Group e pian piano ha visto anche sparire la clientela. Da quando cioè il Comune ha stoppato i buoni dei dipendenti. E non è servito a nulla nemmeno il rimborso promesso dall'amministrazione a chi fino a ieri poteva usufruire dei ticket per pranzare. Così è rimasta una sola soluzione per il bar Portico 74, anche perché è a gestione familiare: ci lavorano Giuseppe, la moglie e i due figli. Il locale è stato messo in vendita. Le rate del mutuo e di un altro finanziamento oggi non sono più sostenibili dalla famiglia Di Bella.

Sono in tanti però a Torino, tra i locali, a essere creditori verso Qui!Group, società che ha appena chiesto l'amministrazione straordinaria portando i libri in tribunale. Se il bar Portico 74 ne vantava 20mila, ce ne sono anche alcuni che arrivano a 100mila euro. Tra i più colpiti ci sarebbero anche tutti quei supermercati che li accettavano.