17 dicembre 2018
Aggiornato 16:30

L’ictus si combatte al Maria Vittoria: pazienti in salvo in 23 minuti

Grazie al progetto Angels, l’ospedale è migliorato tantissimo nel «percorso ictus», riuscendo ad arrivare a risultati straordinari e importanti per la salute dei pazienti
L’ictus si combatte al Maria Vittoria: pazienti in salvo in 23 minuti
L’ictus si combatte al Maria Vittoria: pazienti in salvo in 23 minuti (Maria Vittoria)

TORINO - Salvare un paziente da un ictus in soli 23 minuti? E’ possibile a Torino, all’ospedale Maria Vittoria. D’alta parte, quando si parla di ictus, il fattore tempo è determinante. Secondo il National Institute of Healt, da quando il malato entra in ospedale all’inizio della terapia di prima istanza non devono passare più di sessanta minuti. Al maria Vittoria, grazie al progetto Angels, questo tempo è stato ridotto in 23 minuti. Un vero e proprio record.

OTTIMIZZARE I TEMPI - Ottimizzare la tempistica gestione del paziente è fondamentale e questo è quello che succede magistralmente al Dipartimento Emergenza e Accettazione diretto dal dottor Emilpaolo Manno. I 23 minuti sono un vero e proprio record per la Regione Piemonte. Un risultato così performante è frutto di un periodo di miglioramento del «percorso ictus», ottenuto nell’ambito del Progetto Angels, cui l’Ospedale Maria Vittoria ha aderito: un anno per identificare le criticità e risolverle, ottimizzare la propria organizzazione secondo un modello di interazione continua, con il coinvolgimento di tutti i professionisti (medici, infermieri, tecnici e oss) e di tutte le strutture afferenti al DEA e facenti parte del percorso ictus (Neurologia, Medicina d’Urgenza, Radiologia, Laboratorio Analisi) e testare i risultati raggiunti con una simulazione.

UN RISULTATO STRAORDINARIO - «Il risultato raggiunto dal DEA nel nostro Ospedale è rientrato nelle 17 simulazioni concluse in meno di 25 minuti, su un totale di 97 effettuate nell’Europa Occidentale, e nelle 5 simulazioni ultimate entro lo stesso tempo, su un totale di 41 effettuate in Italia – spiega il Dottor Daniele Imperiale, Direttore della SC Neurologia 1 dell’Ospedale Maria Vittoria – questo risultato ci pone in linea con i gold standard dei Paesi più avanzati, nei quali è già stato superato il concetto della «golden hour» e si è stabilito che le performances ottimali di gestione del paziente con ictus non possono prescindere da tempi tra l’ingresso in pronto soccorso e il trattamento (il cosiddetto tempo door-to-needle) compresi tra 20 e 45 minuti».