2 luglio 2020
Aggiornato 11:30
CRONACA

Ex Moi, ora lo sgombero ha il sapore della beffa: «Le cantine sono di nuovo occupate»

Se è vero che una delle palazzine è vuota, nelle cantine c’è vita e movimento: i profughi si sono solamente spostati? L’ex Moi continua a essere un problema
Ex Moi, ora lo sgombero ha il sapore della beffa: «Le cantine sono di nuovo occupate»
Ex Moi, ora lo sgombero ha il sapore della beffa: «Le cantine sono di nuovo occupate» ANSA

TORINO - La vita scorre frenetica sotto terra, nel «buio» delle cantine di una palazzina che dovrebbe essere vuota, ma vuota non è. E’ una sorpresa amara quella riservata ai residenti di via Giordano Bruno e zone limitrofe: le cantine dell’ex Moi sono nuovamente occupate. Altro che sgombero, altro che operazione «dolce»: circa 30 profughi sono tornati ad abitare quei luoghi che lo scorso 20 novembre erano stati liberati.

CANTINE OCCUPATE - Inutile «cadere dal pero»: già in passato in molti avevano insinuato più di un dubbio circa la non presenza di persone dentro i sotterranei del Moi. Ora è una certezza. A rivelarlo è il dirigente delle case Falciola, il condominio che sta appena dietro le ex palazzine olimpiche: sono circa trenta le persone che abitano le cantine. Persone minacciose, che non appena il manutentore chiamato ad aggiustare un guasto idraulico si presenta sul posto, lo invitano poco gentilmente ad andarsene. Anche il lucchetto che chiudeva la cancellata che dava sulle cantine è cambiato: quello messo dal Comune ha lasciato spazio a uno messo lì dai profughi che quegli scantinati li abitano. La domanda ora sorge spontanea. Chi sono le persone che abitano gli scantinati? Secondo una delle ipotesi più realistiche potrebbero essere in parte gli stessi somali sgomberati qualche settimana fa dalla palazzina. Insomma, lo sgombero delle cantine di novembre e quello recente della palazzina ora hanno il sapore della beffa. Se nei piani alti regna il deserto, sotto terra la vita scorre frenetica. E il Moi continua a «vivere».