3 dicembre 2020
Aggiornato 17:00
Sport

Khadija, la figlia del presidente della moschea di Torino gioiello della nazionale azzurra

L’atleta, nastro nascente del canottaggio, ha vinto l’argento ai mondiali e ora parteciperà ai giochi olimpici di Buenos Aires. Il padre: «Sono orgoglioso, è il simbolo dell’integrazione»

TORINO - Lo sport è unione e integrazione: è grazie allo sport, in questo caso il canottaggio, che Khadija Alajdi El Idrissi, figlia del presidente della moschea di Torino, ha superato le barriere della diffidenza diventando il simbolo di una Torino capace di andare oltre i pregiudizi. 

CHI E’ KHADIJA ALAIDI EL IDRISSI - Khadija è una dei due atleti torinesi che dal 6 al 18 ottobre parteciperà ai giochi olimpici giovanili di Buenos Aires. Lo farà insieme ad Alberto Zamariola, canottiere come lei. Quello che però distingue questa ragazza ancora minorenne (compirà 18 anni a ottobre) è il fatto di essere figlia di Said Alajdi El Idrissi, presidente della moschea di Torino di via Baretti, nel cuore di San Salvario. Papà marocchino, mamma italiana, Khadija sventola il tricolore ogni volta che vince. E vince spesso, o comunque colleziona ottimi risultati: solo qualche settimana fa è arrivata seconda ai mondiali di categoria, conquistando la medaglia d’argento. Il palmares è ricco e pieno zeppo di record, come quello conquistato nel 2015 quando Khadija fu l’atleta italiana più giovane a partecipare alla Coupe de Jeunesse. Insomma, una carriera sportiva esaltante, sempre vissuta con il body azzurro e il tricolore sulle spalle. Un’ascesa che rende orgoglioso il padre, che dalla moschea che gestisce non riesce a nascondere la propria gioia: «Sono orgoglioso di vederla gareggiare per l’Italia, è il simbolo dell’integrazione».