22 settembre 2018
Aggiornato 16:30

Starbucks approda in Italia, a Torino è caccia alla location perfetta: due le ipotesi

Venerdì apre il primo Starbucks in Italia, a Milano. Tra le prossime apertura ci sarebbe anche Torino, ma la società che gestisce le caffetterie non ha ancora deciso la zona
Starbucks apre a Milano venerdì
Starbucks apre a Milano venerdì (Shutterstock.com)

TORINO - In una città in cui sono nati marchi del calibro di Lavazza, Costadoro e Vergnano, c'è posto per un marchio internazionale come Starbucks? Dare una risposta non è semplice, a dirlo saranno i fatti visto che pare, anzi è cosa praticamente certa, che il capoluogo piemontese presto ospiterà una delle caffetterie della catena statunitense che venerdì prossimo aprirà il primo locale in Italia, a Milano, nel vecchio Palazzo delle Poste di piazza Cordusio, a due passi dal Duomo. E quello lombardo non sarà che il primo Starbucks: nelle settimane successive sono previste altre inaugurazioni.

LO SBARCO A TORINO - Torino sarà un banco di prova importantissimo per Starbucks. Il gruppo Percassi, società bergamasca che ha firmato un accordo con Starbucks Coffee Company per la gestione dei negozi italiani, è già alla ricerca della location perfetta. Sarà in centro città, o nella zona di piazza Castello dove, oltretutto, è presente McDonald's, altro marchio internazionale, oppure più vicino all'area universitaria, magari nei nuovi palazzi che stanno costruendo di fianco a Palazzo Nuovo. In quest'ultima ipotesi però c'è da tenere in considerazione che il cantiere è rimasto a lungo fermo e il complesso non sarà pronto prima di febbraio del 2019. Non da scartare l'ipotesi che vede l'apertura in ambedue le zone.

ITALIA CARA ITALIA - A oggi Starbucks è presente in 70 Paesi con oltre 24mila locali. Numeri da capogiro che però non hanno trovato manforte (ancora per qualche giorno) in Italia. Questo perché la cultura del caffè che abbiamo noi e gli innumerevoli bar e caffetterie hanno fatto sempre evitare il Belpaese al colosso americano. Adesso la sfida è stata accettata e la curiosità è tanta. Ma ci chiediamo nuovamente: in una città in cui sono nati marchi del calibro di Lavazza, Costadoro e Vergnano, c'è posto per un marchio internazionale come Starbucks?