20 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Torino tra le 12 città scelte per la sperimentazione del taser, c'è un problema però

Da mercoledì prende il via la sperimentazione, ma a Torino c'è solamente un dissuasore. Lo avrà inizialmente la polizia. A essere autorizzati all'utilizzo anche i carabinieri e la guardia di finanza
Da mercoledì inizia la sperimentazione
Da mercoledì inizia la sperimentazione (Shutterstock.com)

TORINO - "Il taser è un’arma di dissuasione non letale e il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line", parole non di una persona a caso, ma del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Le ha dette due mesi fa e oggi quelle parole fanno da apripista alla sperimentazione del teser in dodici città italiane, tra cui proprio Torino. Insieme a Genova, Milano, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Palermo e Catania, il capoluogo piemontese da mercoledì vedrà l'aggiunta del dissuasore nella strumentazione di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

CE N'E' SOLO UNO - Piccolo problema iniziale: di taser a Torino ce n'è solo uno. Una sperimentazione a passi lenti dunque, visto che lo strumento sarà in possesso solo di un poliziotto e poi ruoterà. Intanto però tutti coloro che ne saranno in possesso (un domani a questo punto) stanno iniziando a fare i corsi, anche perché il taser è uno strumento potenzialmente molto pericoloso, soprattutto se "sparato" in zone delicate del corpo, come ad esempio vicino a cuore per chi è affetto da problemi cardiaci.

COME SI USA IL TASER - Il taser "va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto». Se il tentativo fallisce si spara il colpo: la distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri e bisogna "considerare per quanto possibile il contesto dell'intervento e i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta». Bisogna inoltre tener conto della "visibile condizione di vulnerabilità" del soggetto e fare attenzione all'ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.