21 novembre 2018
Aggiornato 18:30

Primarie nel Pd per la Regione? Boeti frena: «Con Chiamparino non hanno senso…»

Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte «accetta» le primarie, ma solo senza Chiamparino candidato. Il dibattito durante la festa dell’Unità
Primarie nel Pd per la Regione? Boeti frena: «Con Chiamparino non hanno senso…»
Primarie nel Pd per la Regione? Boeti frena: «Con Chiamparino non hanno senso…» (Antonio Spina)

TORINO - Le elezioni regionali si avvicinano, il count down è iniziato perché il 2019 è alle porte. Il Partito Democratico, come è giusto che sia, inizia a porsi delle domande legittime: chi sarà il candidato? Come va scelto? Impossibile rispondere, almeno fino a che Chiamparino non sciolga definitivamente le riserve. Nelle ultime ore, durante la festa dell’Unità torinese in corso Grosseto, aveva preso quota l’ipotesi delle primarie di coalizione per decidere il candidato piemontese. Poche ore dopo, è stato Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, a frenare.

PRIMARIE SI O PRIMARIE NO, PARLA BOETI - «Il dibattito sulle primarie non ha alcun senso. Se Sergio Chiamparino si ricandiderà alle prossime elezioni regionali, non ci sarà ragione alcuna per ricorrere alle primarie». Stop al nuovo che avanza dunque, quantomeno se Chiamparino dovesse decidere di candidarsi. In caso contrario, via libera alle primarie. I nomi sul tavolo sono tanti, su tutti quello di Daniele Valle che darebbe senza dubbio quel ricambio generazionale tanto auspicato. «Se, invece, Chiamparino dovesse decidere di non ricandidarsi - un’ipotesi che voglio sperare non si verifichi - allora bene scegliere il candidato attraverso lo strumento delle primarie di coalizione, mettendo al centro le idee per il futuro del Piemonte ed evitando di trasformarle in una resa dei conti tra componenti. Non mancano nel Pd come negli alleati, donne e uomini che hanno titolo per candidarsi alle primarie, e non esistono candidature ‘benedette’ e altre non ritenute degne di considerazione. Ma parlare di primarie ora, prima che Chiamparino sciolga le sue riserve, mi pare un’operazione che guarda non al bene del Piemonte ma piuttosto alle aspirazioni personali e ai posizionamenti delle varie componenti. Se così fosse, non solo vorrebbe dire non aver compreso il senso delle recenti sconfitte ma porre le premesse per sconfitte future» è la considerazione di Boeti.