19 novembre 2018
Aggiornato 09:30

Torino, aggressione razzista sul bus: «Il negro non deve salire». Passeggero interviene e viene picchiato

L’episodio è stato denunciato da Emanuele, il ragazzo intervenuto. Netta presa di posizione del centro sociale Askatasuna: «Mai girarsi dall’altra parte…»
Torino, aggressione razzista sul bus: «Il negro non deve salire». Passeggero interviene e viene picchiato
Torino, aggressione razzista sul bus: «Il negro non deve salire». Passeggero interviene e viene picchiato (ANSA)

TORINO - «Questo negro di m…a non deve salire». Poi botte, calci e pugni. E’ la denuncia di Emanuele, ragazzo di colore che ha raccontato di essere stato aggredito sul bus 33, domenica pomeriggio. Un’aggressione violenta, a stampo razzista. In poche ore l’episodio è stato ripreso dal centro sociale Askatasuna, che ha precisato: «Mai girarsi dall’altra parte».

IL RACCONTO DELL’AGGRESSIONE RAZZISTA - Di seguito il racconto di Emanuele, il ragazzo intervenuto in difesa dell’aggredito sul bus 33 domenica pomeriggio: «Ieri pomeriggio stavo andando verso il centro quando sono stato aggredito da due razzisti sul pulmann che si sono permessi di commentare la salita sul bus di un ragazzo con questa frase: "questo negro di m…a non deve salire». Il pulmann era stipato all'inverosimile e io non ho fatto finta di niente ma sono intervenuto chiedendo loro "qual’è il problema? Se fosse un ragazzo bianco poteva salire?». A quel punto uno dei due mi ha aggredito con pugni e calci, strappandomi la camicia, per fortuna senza provocarmi gravi danni. I due alla fine da bravi vigliacchi si sono dati alla fuga. Questo per dire che nella quotidianità bisogna sempre essere partigiani e non far finta di niente quando accadono queste cose altrimenti questi comportamenti diventeranno senso comune. Il razzismo lo si combatte non con vuoti proclami e vuote retoriche ma con gesti di contrasto concreti come questi. Io sto bene e di sicuro non mi faccio intimidire, spero non lo faccia nessuno».

La camicia strappata

La camicia strappata (© Facebook)