21 novembre 2018
Aggiornato 19:00

L'a.d. Ceresa saluta Gtt «cancellando» i licenziamenti. Ma è davvero così? Non proprio

Nell'accordo firmato con i sindacati mancano le soluzioni che Gtt e Comune di Torino adotteranno per evitare i licenziamenti. Nell'accordo non ci sono tutti i punti specificati, come accusa l'Usb
Walter Ceresa ha salutato Gtt
Walter Ceresa ha salutato Gtt (ANSA)

TORINO - Da oggi comincia ufficialmente la nuova era di Gtt. Quella, per capirci, senza Walter Ceresa, l'amministratore delegato e presidente che ha guidato l'azienda di trasporto pubblico negli ultimi anni. E nel suo ultimo giorno il numero uno di Gtt ha scritto una lettera a tutti i dipendenti e sottoscritto un accordo con i sindacati con cui da una parte è stato revocato lo sciopero previsto per il prossimo 21 settembre e dall'altro sono state comunicate novità sul fronte dei 260 licenziamenti previsti dal Piano Industriale. Dopo l'incontro con i sindacati è stata diffusa la notizia che l'ultimo regalo di Ceresa ai dipendenti è la cancellazione dei licenziamenti previsti. Cosa che però, leggendo tutto il documento, non è così scontata. Anzi.

QUALI SOLUZIONI ALTERNATIVE? - Nel documento si legge: "Nei prossimi mesi Gtt adotterà una serie di misure alternative che assicureranno il raggiungimento di obiettivi economico-finanziari previsti dal Piano. Per effetto di tali misure, non sarà più necessario ricorrere ai licenziamenti collettivi». Continuando a leggere, e in attesa di apprendere quali siano le soluzioni alternative trovate da Gtt e dall'amministrazione, si rimane delusi: "Tra le azioni che verranno adottate vi è anche il passaggio di 34 risorse (di Gtt, ndr) presso il Corpo di polizia municipale della Città di Torino", e questa era cosa già nota, ma la postilla è ciò che fa diventare il tutto un punto interrogativo, "le modalità di passaggio sono in definizione con la Città", il che vuol dire tutto e niente. Poi il documento continua: "Altri interventi sono rappresentati dall'attuazione di ulteriori misure di accompagnamento alla pensione", senza meglio specificato quali siano queste misure. Ancora una volta c'è scritto tutto e niente. E poi? E poi continuando a leggere non si trova null'altro di rilevante.

UN ACCORDO IN BIANCO - L'accordo è stato firmato da tutte le sigle sindacali a parte una, l'Usb, che ha sottolineato la mancanza di una concretezza che dica in che modo saranno trovate le risorse per evitare i licenziamenti. Strano anche il fatto che Ceresa abbia fatto firmare un accordo del genere il giorno prima del suo addio: in questo modo i nuovi vertici si troveranno a far fronte a un contratto sì, ma di manica molto larga visto che non vincola l'azienda e, soprattuto, come sottolineato dall'Usb, si eviteranno i licenziamenti solo a condizione che saranno trovate quelle misure alternative ancora non specificate in tutto. Per alcuni era meglio lasciare che i nuovi numeri uno si occupassero della questione. "Dove c'è la certezza che i licenziamenti sono scongiurati senza far pagare il costo ai lavoratori", dicono dall'Usb, "la dichiarazione di non licenziamenti non è a tutti gli effetti garantita".

SCIOPERO REVOCATO - Come dicevamo all'inizio, la firma del documento prevede anche la revoca dello sciopero dei mezzi pubblici previsti per il prossimo 21 settembre. Bus, tram, metro e treni non si fermeranno dunque. Nonostante ciò in corso ci sono ancora alcune "procedure di raffreddamento" che potrebbero portare a nuovi scioperi.