20 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Il racket dei carrettisti a Porta Palazzo: lavoro in nero, risse ed estorsioni, tre arresti

Tre cittadini di nazionalità marocchina sono finiti in manette. Le indagini sono partite dall'esposto presentato in Procura da quindici connazionali che svolgevano mansioni di facchinaggio da anni completamente in nero
Gli agenti a Porta Palazzo
Gli agenti a Porta Palazzo (Polizia)

TORINO - Porta Palazzo è il mercato rionale più grande che ci sia a Torino. Ogni giorno 260 commercianti ortofrutticoli piazzano il banco e vendono la propria merce. Anzi, per montare e smontare i banchi spesso vengono utilizzati alcuni ragazzi, pagati apposta per questo. Ma dietro a un lavoro a tutti gli effetti, è stato scoperto un mondo di minacce, aggressioni, frodi fiscali e lavoro in nero che ha portato all'arresto di tre persone, due fratelli marocchini di 28 e 33 anni e di un loro connazionale di 59 anni.

ESPOSTO DI DUE LAVORATORI IN NERO - Le indagini della polizia sono iniziate nel mese di dicembre 2017 quando 15 cittadini di nazionalità marocchina, che svolgevano mansioni di facchinaggio nell’area mercatale di Porta Palazzo, hanno presentato un esposto in Procura nei confronti dei due fratelli anch’essi «carrettisti», cioè addetti allo smontaggio e montaggio dei banchi del settore ortofrutticolo del mercato di Piazza della Repubblica. Tutti hanno confermato di svolgere di fatto e da diversi anni attività di facchinaggio senza alcun contratto di lavoro o di formale appalto, percependo compensi in denaro, rigorosamente in forma contante, senza il rilascio di alcuna fattura o ricevuta fiscale. Il guadagno era di 30 euro a settimana per ogni singolo banco, con un volume di affari «in nero» decisamente rilevante, atteso che sulla sezione ortofrutta di Porta Palazzo insistono circa 260 banchi.

MINACCE E RISSE - Dalle indagini è emerso che fino a pochi anni fa sulla piazza vigeva un clima di reciproco rispetto tra i carrettisti abusivi, i quali avevano evidentemente raggiunto un tacito illecito accordo finalizzato alla lucrosa spartizione dei proventi derivanti dall’attività in questione. L’affacciarsi sul mercato di un nuovo operatore aggressivo ha però determinato inevitabili frizioni, culminate in numerosi e violenti scontri fisici tra le due opposte fazioni, talvolta avvenuti durante la piena operatività del mercato di Porta Palazzo. Il clima di tensione creatosi ha, quindi, avuto inevitabili ripercussioni sulla serena e regolare attività dei commercianti dell’ortofrutta. La situazione ha condizionato i commercianti anche nella scelta dei facchini da utilizzare nelle mansioni di montaggio e smontaggio. Dalle indagini inoltre è emerso come non fosse possibile scegliere persone diverse da quelle già operanti sulla piazza per il timore fondato di ritorsioni sulle attività.

GLI ARRESTI - L'attività investigativa è stata condotta dagli agenti del Commissariato Dora Vanchiglia. I poliziotti hanno contestato sette tentativi di estorsione ai danni di commercianti ortofrutticoli. Sono scattati così i tre arresti. Contestualmente è stato effettuato il sequestro preventivo dei carrettini in ferro di loro proprietà,  utilizzati per lo smontaggio e montaggio dei banchi, risultati vetusti e privi di ogni requisito di sicurezza e di identificazione.