20 aprile 2019
Aggiornato 10:30
Olimpiadi 2026

Fallisce la candidatura alle Olimpiadi, «la proposta è morta qui». Ma potrebbe rimetterci solo Torino

Mancano poche ore al giorno in cui il Coni dovrà comunicare al Cio la candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026. Sembra essere tutto svanito, soprattutto per Torino. Spunta l’ipotesi Milano-Cortina
Fine del sogno Olimpiadi 2026
Fine del sogno Olimpiadi 2026 Shutterstock

TORINO - «La proposta di una candidatura italiana a tre città alle Olimpiadi del 2026 è morta qui». Una sentenza data dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, alla vigilia della comunicazione da parte del Coni, a Losanna, della candidatura italiana che fino a oggi aveva messo in gioco le città di Torino, Milano e Cortina. Quella del Governo è una decisione sofferta che il sottosegretario definisce «un mio fallimento personale». «A lungo è stata discussa la proposta della candidatura condivisa. Sono stati approfonditi vari aspetti, cercando un minimo comune denominatore tra le tre città proponenti. L'obiettivo era duplice: avere un'unica gestione evento a livello nazionale presso presidenza del Consiglio, che gestiva si soldi, e avere una partecipazione paritetica tra le tre candidate senza che nessuna prevalesse. Su questo si è innescato un dibattito che non ha portato a soluzione".

DISSIDI TRA TORINO E MILANO - Non è stato detto esplicitamente, anzi Giorgetti ha detto di non voler dare responsabilità ai tre sindaci, ma il rapporto tra Chiara Appendino e Giuseppe Sala non ha aiutato la decisione del Governo. Anzi. «Io ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città proposte. Per questo tale candidatura non ha il sostegno del Governo».

OLIMPIADI SENZA TORINO - Mentre si va verso la non candidatura italiana alle olimpiadi invernali del 2026, si profila un’ipotesi dell’ultimo momento che vede in campo solamente Cortina e Milano, con l’esclusione di Torino. I sindaci delle due città hanno parlato di una alternativa possibile. «La candidatura va salvata, avanti Lombardia e Veneto», dicono i due primi cittadini in una nota congiunta, «Arrivati a questo punto è impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto».