17 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

A cavalcioni sulla scala mobile: caduta fatale per Alvaro, il ragazzo morto a Dante

Ha perso l'equilibrio davanti agli occhi di due amici. E' stato un attimo: un urlo e poi un tonfo. Inutili i tentativi di rianimarlo, il giovane Alvaro Gosswieler è morto a causa della caduta
Alvaro Gosswieler
Alvaro Gosswieler ()

TORINO - Potrebbe essere stata una leggerezza ad aver fatto precipitare per otto metri Alvaro Gosswieler, lo studente boliviano del Politecnico di Torino morto dopo una caduta dalla scala mobile della stazione Dante della metropolitana. Una tragedia che si è consumata nella serata di sabato, davanti agli occhi di due amici della vittima che fino a un attimo prima ridevano e scherzavano con il ventinovenne e subito dopo non credevano a quello che era successo. Tutto in un istante, il giovane ha urlato e poi è stato udito un tonfo. Inutili i soccorsi, non sono serviti a nulla quaranta minuti di tentativi di rianimazione, per Alvaro non c'è stato nulla da fare.

A CAVALCIONI - Alvaro potrebbe aver fatto ciò che è vietato, essersi messo a cavalcioni, o comunque seduto, sul corrimano che porta in banchina. Poi ha perso l'equilibrio ed è caduto di lato. Eppure su ogni scala mobile c'è scritto di non sporgersi, è una delle prima cose che è stata controllata prima di chiudere la scala della stazione Dante. E così rimarrà fino a quando vorrà la Procura che è in attesa della relazione della polizia per valutare le condizioni di sicurezza.

GENITORI - Ad avvisare il padre Carlos e la sua seconda moglie è stata una vicina di casa che per puro caso stava transitando per caso da lì. Per loro è stato uno shock, così come per gli amici che ora lo ricordano come un ragazzo sempre sorridente e con tanta voglia di vivere e viaggiare. D'altronde arrivava dalla Bolivia e qui aveva imparato tanto. Sognava di diventare ingegnere ed era venuto a Torino proprio per questo motivo.