28 novembre 2018
Aggiornato 21:00
Esclusivo

Rivoluzione per le sexy bambole, il «bordello» lascia Mirafiori e trova una nuova casa

La struttura di Mirafiori è un negozio e non può diventare affittacamere, così sono al vaglio alcune ipotesi alternative. La più accreditata è quella di appoggiarsi a uno o più alberghi
Sexy Dolls, nuova casa per loro
Sexy Dolls, nuova casa per loro ANSA

TORINO - I controlli, i verbali e la richiesta degli elenchi dei clienti non hanno fermato il fenomeno Lumidolls, la società che ha portato in Italia (a Torino) le sexy bambole gonfiabili che stanno facendo tanto discutere. I clienti non si sono tirati indietro nonostante il blitz della polizia municipale e nonostante la chiusura temporanea, anzi hanno continuato a prenotare e chiedere di diventare franchisor. "In questo periodo i clienti hanno telefonato senza sosta per avere aggiornamenti e per prenotare", ci racconta Virginia Giolito, la portavoce di Lumidolls, "i clienti non sono per  nulla scappati e ne siamo davvero felici".

MIRAFIORI ADDIO - La vera novità però non è il fatto che i clienti non abbiano disdetto, ma che con la riapertura, che potrebbe avvenire in tempi rapidissimi, non ci sarà più la location di prima a Mirafiori a ospitare i clienti - "è inadatta per affittare camere, è più un negozio" - ma si sta valutando l'ipotesi di appoggiarsi a una struttura alberghiera. In questo modo non ci sarebbero problemi burocratici e soprattutto non ci sarebbe bisogno di dare la lista dei frequentatori perché sarebbero legati all'albergo. "Non essendoci una normativa, il Comune ci ha comunicato che ci si deve attenere agli affittacamere. Per questo è nata l'idea degli alberghi, ma non è ancora certo che sia questa la soluzione». Tra le altre ipotesi ci sarebbe l'apertura, o sempre l'appoggio, di un bed and breakfast.

NESSUN PROBLEMA DI IGIENE - Da quello che era emerso dai controlli della polizia municipale c'era anche un problema di igiene, riguardante il lavaggio delle bambole. Problema smentito dalla Lumidolls che, di fatti, ha ricevuto l'ok anche dal Comune di Torino durante un incontro avvenuto negli ultimi giorni in cui è stato ribadito solo il concetto di affittacamere, la vera contestazione. "Con questi confronti si sta costruendo un po' la normativa visto che manca", ci dice ancora Virginia, "ovviamente le norme devono sia dare delle regole, ma anche tutelare. Quando riapriremo? Potrebbe essere anche domani, ma più realisticamente dico tra qualche settimana".