19 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Olimpiadi 2026

Olimpiadi 2026, Appendino non molla: «Chiedo chiarezza e trasparenza, Torino si candida da sola»

La sindaca chiede al Governo chiarezza e trasparenza: «Torino, il Piemonte e le sue montagne non possono accettare alcuna disparità di trattamento»
Olimpiadi 2026, Appendino non molla: «Chiedo chiarezza e trasparenza, Torino si candida da sola»
Olimpiadi 2026, Appendino non molla: «Chiedo chiarezza e trasparenza, Torino si candida da sola» ANSA

TORINO - Un messaggio duro e deciso, che non ammette interpretazioni e rilancia inaspettatamente Torino nella corsa verso le Olimpiadi del 2026. Chiara Appendino chiede chiarezza e trasparenza al Governo, dopo le recenti affermazioni del sottosegretario Georgetti.

IL MESSAGGIO DI CHIARA APPENDINO - «Sulla candidatura alle Olimpiadi 2026 chiedo al Governo chiarezza e trasparenza. Il sottosegretario Giorgetti sostiene che il Governo appoggerà la candidatura italiana ma senza mettere i soldi.  Per quanto mi concerne, la considero una posizione ambigua perché le risorse, magari, non serviranno nell’immediato, ma prima o poi saranno necessarie ed è evidente che Sponsor, Comuni e Regioni non potranno fare da soli. A titolo di esempio, il Toroc e Agenzia Torino 2006 beneficiarono largamente del finanziamento dello Stato. A questo punto dovrebbe essere chiaro che, se il Governo apre a soluzioni diverse dalla candidatura a tre punte candidando Milano con Cortina, allora anche la candidatura di Torino da sola deve essere considerata a tutti gli effetti un’opzione, come da Dossier depositato al Coni e da delibera approvata dal Consiglio Comunale. Torino, il Piemonte e le sue montagne non possono accettare alcuna disparità di trattamento. Serve, inoltre, massima trasparenza poiché, se si entrasse maggiormente nel dettaglio, sarebbe evidente come Torino, grazie ai suoi impianti e infrastrutture già realizzate per il 2006, sia il dossier più sostenibile da un punto di vista economico e ambientale. Anche i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per garantire la sicurezza sarebbero nettamente inferiori. Basti pensare alla compattezza del dossier torinese messo a confronto con un’area comprendente Lombardia, Veneto e Trentino, da tenere in sicurezza per un lungo lasso di tempo. Ribadisco: se il duo Milano-Cortina è candidato, lo è anche Torino».