21 febbraio 2019
Aggiornato 13:31
Rivoluzione Ztl

Rivoluzione Ztl, orario prolungato e ticket d’ingresso a 5 euro: «Vogliamo eliminare il traffico»

L’obiettivo dell’assessore Lapietra è chiaro: ridurre il traffico parassita, che oggi conta 18.000 accessi solo per il transito senza sosta. Orari, costi, permessi e sosta: cambia davvero tutto
Rivoluzione Ztl, orario prolungato ticket d’ingresso a 5 euro: «Vogliamo eliminare il traffico»
Rivoluzione Ztl, orario prolungato ticket d’ingresso a 5 euro: «Vogliamo eliminare il traffico»

TORINO - Ztl «addio», ma le auto in centro saranno sempre meno. Sembra un paradosso, ma non è così: l’assessore ai Trasporti Maria Lapietra vuole superare l’attuale concetto di Ztl, mettendo Torino in linea con le grandi metropoli italiane (Milano su tutte) ed europee. Una vera e propria rivoluzione, mossa da un grande obiettivo: eliminare il traffico parassita in centro. Per farlo, le novità introdotte a partire dal 2019 (o primo semestre o secondo) saranno davvero tantissime. Costi, orari, permessi e sosta gratuita. Cambierà tutto, ma andiamo per step.

COSTO DA 0 A 5 EURO AD ACCESSO - Come dicevamo, la Giunta Appendino vuole disincentivare l’uso dell’auto per raggiungere e spostarsi nel centro cittadino, incentivando parallelamente l’utilizzo dei mezzi pubblici. La Ztl molto probabilmente cambierà nome, ma questi sono dettagli di poco conto. Tra le principali novità spicca quella relativa al costo (guai a chiamarlo "dazio" secondo Lapietra): si pagherà per ogni accesso in auto all’interno del centro cittadino. La cifra varierà da 0 a 5 euro, a seconda di quanto inquinerà il veicolo, alla classe di emissione. Pare che le fasce possano essere tre: 0 euro (veicoli elettrici), 3 euro (veicoli meno inquinanti) e 5 euro (veicoli più inquinanti). Gli automobilisti dovranno dotarsi o del telepass o di un permesso oppure regolarizzare la propria posizione alle colonnine adibite oggi al pagamento della sosta.

Un varco della Ztl, in piazza Vittorio

Un varco della Ztl, in piazza Vittorio (© ANSA)

ORARI - Un altro cambiamento importante è senza dubbio l’orario. La Ztl di oggi è considerata molto limitata e obsoleta, con un divieto che come molti sanno va dalle 07:30 del mattino fino alle 10:30. L’intenzione è di estendere questo orario fino alle 19:30: in pratica una zona traffico limitato che sia attiva per dodici ore anziché tre. Una variazione non da poco, che renderà «off limits» il centro cittadino alle tante persone che non saranno intenzionate a pagare per entrare con le proprie auto nel «salotto cittadino».

SOSTA GRATUITA - Se fino ad ora le notizie riportate sembrano esser penalizzanti per gli automobilisti, vi sono anche novità positive: il ticket di ingresso nella zona del road pricing infatti, è comprensivo di due ore di sosta nelle strisce blu in omaggio. In pratica, anche pagando il massimo (5 euro) per entrare in centro, l’esborso verrà ammortizzato dall’omaggio su due ore di parcheggio che sarebbero comunque costate quella cifra (2,5 euro all’ora). Questo spiega ancora di più la missione di Lapietra: scoraggiare il transito, il traffico parassita, non la sosta in centro. Tutto verrà controllato tramite gli occhi elettronici delle telecamere, impossibile fare i furbi. Questo provvedimento consentirà inoltre di «obbligare» a pagare i tanti torinesi che sono soliti parcheggiare in centro senza pagare il parcheggio. Grazie alle nuove regole, si stima che il Comune possa incassare più di 6 milioni di euro l’anno, solo regolarizzando i pagamenti dei torinesi che usano l’auto per andare e sostare in centro città.

La protesta dei commercianti e residenti sotto Palazzo Civico

La protesta dei commercianti e residenti sotto Palazzo Civico (© Diario di Torino)

PERMESSI - La questione più delicata è quella legata ai permessi speciali, perché le casistiche sono pressoché infinite. Qualche esempio: come farà il nonno che entra in Ztl solo per prendere il nipote a scuola, o il marito che va a prendere la moglie al lavoro? E chi invece deve solo portare un documento dal notaio, piuttosto che comprare una torta e uscire dal centro? Il rischio è che si crei il caos più totale, tra chi sceglierà di non andare più in centro per fare acquisti o chi invece, magari non potendo contare su un ottimale soluzione fornita dal trasporto pubblico, dovrà «sfidare» comunque i divieti. Ecco perché sono al vaglio la distribuzione di pass speciali per chi lavora in centro, chi accompagna un figlio a scuola e per altre categorie non ancora definite. Sicuramente le molteplici casistiche renderanno tutto complesso e qualcuno verrà per forza scontentato.