25 aprile 2019
Aggiornato 06:30
Raccolta differenziata

Migliora la raccolta differenziata in Piemonte, ma il Torinese resta maglia nera

Migliorano in Piemonte i dati sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata, ma Torino e il territorio di Alessandria sono ancora lontani dagli obiettivi

TORINO - I dati sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata in Piemonte sono in miglioramento rispetto a due anni fa ma, analizzando le diverse provincie, emerge anche che nel Torinese e nell'Alessandrino le cose non sono messe così bene, anzi. Questo è quello che si evince dal rapporto sul tema pubblicato dalla Regione, anche se i dati sono ancora provvisori perché rispetto al 2016 ci sono nuove tipologie di materiali che fino allo scorso anno non venivano presi in considerazione. "L'introduzione delle nuove tipologie di raccolte", si legge in una una nota, "hanno inciso per il 6,7%, pari a circa 83 mila tonnellate, sul totale dei rifiuti differenziati raccolti in Piemonte. Di conseguenza, si valuta che, a livello regionale, l'applicazione del nuovo sistema di conteggio abbia portato a un aumento della percentuale della raccolta differenziata di 3-4 punti, rendendo pertanto impreciso un raffronto tra i dati del 2017 con quelli del 2016".

TUTTI BENE TRANNE TORINO E ALESSANDRIA - Per avere dei risultati più veritieri bisognerà attendere la fine del 2018. Per il momento a fronte di un aumento del valore della produzione totale dei rifiuti per abitante (da 458 a 475 chilogrammi) si registra un sensibile decremento dei rifiuti avviati allo smaltimento, i quali, con un dato che si attesta sui 192 chilogrammi per abitante, registrano un decremento del 6,1% (stimabile al 2,3% secondo il vecchio metodo di conteggio).

Guardando invece solo verso la raccolta differenziata, anche qui per il 2017 si è registrato un 59,6%. "Si tratta di un dato in apparente miglioramento rispetto a quello dello scorso anno: 55,2% secondo il vecchio metodo di calcolo", spiegano dalla Regione, "l'obiettivo del raggiungimento del 65% previsto dal piano regionale rifiuti viene superato da tutte le realtà provinciali, ad esclusione dei consorzi del bacino alessandrino e di parte di quelli del torinese; questo ultimo, incidendo per metà sulla densità demografica piemontese, contribuisce ad abbassare il dato medio".