25 aprile 2019
Aggiornato 16:00
Piste ciclabili

Piste ciclabili (non) a prova di ciclista: in corso Monte Cucco pedoni e cani i problemi

Un ciclista ha registrato un suo giro in bicicletta in corso Monte Cucco facendo vedere quanti zig zag ha dovuto fare per evitare pedoni e cani. Le altre piste della città non sono messe meglio

TORINO - Il video è di qualche giorno fa, ma il problema è più attuale che mai. Da quando si è insidiata l'amministrazione della sindaca Chiara Appendino ha dichiarato di volere una città a prova di ciclista. Prova ne è l'attenzione quasi immediata verso la pista ciclabile doppia di corso Principe Oddone o l'istituzione del limite 30 nei controviali dello stesso corso. Ma com'è la realtà dei fatti? Non rosea come dovrebbe essere.

CORSO MONTE CUCCO - Tra il parco della Pellerina e il parco Ruffini c'è una pista ciclabile lunga poco più di 5 chilometri e mezzo. Questa fa da spartitraffico alle due corsie di marcia ed è situata al centro di un viale alberato. Tutt'attorno ci sono le panchine, quelle che più volte sono state viste come causa delle passeggiate di pedoni che diventano inevitabilmente ostacolo per chi invece utilizza una bicicletta per muoversi. Il video lo mostra benissimo. Il ciclista è costretto a zigzagare per evitare pedoni, cani e guinzagli. Inutile suonare il campanello, come se la pista ciclabile riservata ai mezzi a due ruote fosse promiscua o dedicata ai pedoni. E il problema inizia dalla Pellerina, prosegue per corso Monte Grappa, corso Monte Cucco e arriva al parco Ruffini.

LE ALTRE PISTE - La nota dolente non è solo la pista ciclabile di corso Monte Cucco. Ognuna ha le sue problematiche, ma tutte sembrano essere accomunate dalla presenza di pedoni, in primis da chi porta a passeggio il cane. Poi ci sono le piste come quella di corso Vittorio Emanuele II, nel tratto tra piazza Rivoli e piazza Adriano, che sembrano inadeguate sia per le condizioni dell'asfalto, sia per la poca larghezza. Non si può non menzionare quella di corso Duca degli Abruzzi ridotta a un colabrodo o quella di corso Francia (zona piazza Statuto), una delle più criticate quando venne costruita. Poi ci sono gli esempi positivi come il progetto di pista ciclabile tra le stazioni Porta Susa e Porta Nuova e l'inaugurazione di via Nizza (anche se le macchine la scambiano per un parcheggio). Di lavoro ce n'è ancora tanto ma, come mostra il video, forse bisognerebbe iniziare rispettando le regole.