19 novembre 2018
Aggiornato 22:30

«Basta morti»: a Torino i biker chiedono sicurezza e invocano prudenza dopo la scomparsa di due ragazzi

Dopo l’incidente mortale costato la vita a Mattia Visconti e Rossano Boccaforno, l’associazione Tre Merli sotto shock si mobilita: «Tra due settimane un flash mob per chiedere sicurezza»
«Basta morti»: a Torino i biker chiedono sicurezza e invocano prudenza dopo la scomparsa di due ragazzi
«Basta morti»: a Torino i biker chiedono sicurezza e invocano prudenza dopo la scomparsa di due ragazzi (Andrea Forneris)

TORINO - Prudenza e sicurezza. E’ un grido di dolore quello che si alza dall’incrocio di corso Turati, Unione Sovietica e Lepanto, dove sabato sera si è consumata una tragedia costata la vita a due giovani motociclisti di 22 e 25 anni: Mattia Visconti e Rossano Boccaforno. A levarlo è l’associazione di biker «3 Merli sotto shock», tra le più numerose e attive a Torino: «Basta morti, basta omicidi a Torino».

FLASH MOB PER LA SICUREZZA DEI BIKER - A prendere parola è Nico Marinelli, presidente di 3 Merli sotto shock: «In città si muore, a Torino si muore. E’ una delle città più pericolose d’Italia, alla pari di Roma». Un dato che fa riflettere su come il capoluogo piemontese non sia a misura di biker tra incroci pericolosi, mal segnalati e mal regolamentati. Se gli incidenti mortali si susseguono con una frequenza allarmante, una delle cause rimane l’alta velocità tenuta da alcuni motociclisti. Inutile negarlo. «In città andate piano, frenate. Non date gas» è l’appello di Marinelli. Tra due settimane, come detto, i 3 Merli sotto shock si ritroveranno all’incrocio di corso Turati per far sentire la loro voce, per chiedere al Comune maggiori risorse per la sicurezza e per sensibilizzare l’opinione pubblica. L’obiettivo è far arrivare un messaggio alle istituzioni, agli automobilisti e ai motociclisti: «A Torino, oggi, si muore». E’ necessario invertire il trend il più in fretta possibile e spezzare quest’assurda catena di persone scomparse in strada.