21 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Biker uccisi in corso Lepanto: la donna che si è scontrata con loro è indagata per omicidio stradale

La donna è indagata, ma la polizia municipale continua a cercare i testimoni. Intanto l’associazione «Tre Merli sotto shock» promuove l’idea di un flash mob per chiedere sicurezza in città
Biker uccisi in corso Lepanto: la donna che si è scontrata con loro è indagata per omicidio stradale
Biker uccisi in corso Lepanto: la donna che si è scontrata con loro è indagata per omicidio stradale (Facebook)

TORINO - Omicidio stradale. E’ questo il pesantissimo capo d’accusa mosso verso la donna di 38 anni che sabato sera, a bordo della sua Panda, si è scontrata con Mattia Visconti e Rossano Boccaforno, i due biker che hanno perso la vita nell’incidente mortale avvenuto tra corso Lepanto, Unione Sovietica e Turati. Nonostante l’accusa, la polizia municipale è ancora alla ricerca di testimoni che abbiano assistito all’accaduto.

FLASH MOB PER DIRE «BASTA» AI MORTI IN CITTA’ - Nico Marinelli, presidente dell’associazione «Tre Merli sotto shock» già nella giornata di ieri ha organizzato un presidio nell’incrocio costato la vita ai due ragazzi: all’appello hanno risposto circa 200 motociclisti e amici di Rossano e Mattia. Nell’occasione si è parlato di sicurezza e di prudenza, elementi indispensabili ma «sconosciuti» tra le strade torinesi. Quello che ieri è stato un mini raduno quasi improvvisato ma comunque sentito, potrebbe presto trasformarsi in un flash mob per chiedere a gran voce interventi a tutela dei biker a Torino. C’è già una prima data: sabato 13 ottobre. Il luogo? L’incrocio dove sono mancati Rossano e Mattia, due biker volati in cielo troppo presto, senza avere alcuna colpa. Per questo motivo i biker torinesi si ritroveranno per dire «basta» alla strage di motociclisti in città.