12 novembre 2018
Aggiornato 23:00

Caos anagrafe, il Comune mette una pezza: in arrivo 11 lavoratori interinali

L’assessore propone delle soluzioni, ma le opposizioni non ci stanno e attaccano: «Inadeguata, non sembra avere idea di cosa significa dare un servizio ai comuni cittadini»
Caos anagrafe, il Comune mette una pezza: in arrivo 11 lavoratori interinali
Caos anagrafe, il Comune mette una pezza: in arrivo 11 lavoratori interinali (ANSA)

TORINO - Un digital manager e undici nuovi lavoratori interinali: sono queste le soluzioni proposte dal Comune di Torino, su suggerimento dell’assessore all’Innovazione Paola Pisano per porre rimedio all’emergenza anagrafe, scoppiata ormai nove mesi fa (da quando è stata introdotta la carta d’identità elettronica) e aggravatasi nelle ultime settimane.

ANAGRAFE, PROBLEMA E SOLUZIONI - Il problema è noto, la ricetta per risolverlo ora anche. Ora si tratta di lavorare a testa bassa per invertire un trend preoccupante di disservizi fatto di code e tensioni agli uffici delle anagrafi cittadine. Anche la sindaca Appendino ha preferito mettere le mani avanti e scusarsi con i cittadini: «Ci scusiamo? Sì, perché ci sono servizi che dovremmo erogare e cerchiamo di farlo al meglio. Ma non si può pensare che noi non ci rendiamo conto che ci sia un problema». La linea tracciata per migliorare la situazione è comunque quella dettata dall’assessore Pisano: digitalizzazione dei sistemi informatici (in mano al nuovo digital manager), organico potenziato e un personale formato.

OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO - Il caos anagrafe ha sollevato l’ira delle opposizioni. Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati, attacca duramente Paola Pisano: «L’assessore immagina nonnine digitali. Lei non sembra avere idea di cosa significa dare un servizio ai comuni cittadini. Sindaca, i tecnici vanno scelti perché prima hanno dimostrato qualcosa; l’assessore è inadeguato». Sibillino il segretario del Partito Democratico, Mimmo Carretta: «Vivo in una città divisa in due: quella delle code davanti a anagrafe e GTT e quelle delle code sparite per chi vuole investire nelle nostre città. Torino non ha più visione! Avrei voluto sentire un intervento dell’assessora in cui chiedeva scusa e si impegnava a ridurre le code entro due mesi. Abolirete la povertà, ma riuscirete ad abolire le code all’anagrafe».