19 novembre 2018
Aggiornato 23:30

La lettera del professore di Camilla, 12 anni di Pinerolo, morta nella tragedia di Genova

A quasi due mesi dal crollo del ponte Morando di Genova il ricordo delle vittime è ancora vivo più che mai. Uno degli angeli è Camilla, bambina di 12 anni. Il suo ex insegnante ha trovato un biglietto e ha deciso di scrivere una lettera
La famiglia Bellasio
La famiglia Bellasio ()

PINEROLO - Camilla Bellasio, 12 anni, il 14 agosto scorso si trovava in auto con la sua famiglia ed è transitata sul ponte Morando di Genova nel momento del crollo. E' morta insieme alle persone a lei più care. E' stata una tragedia per tutti coloro che la conoscevano, compreso il suo ex insegnante della scuola media Brignone di Pinerolo, Roberto D'Ingiullo, che l'aveva salutata alla fine dell'anno scolastico finito a giugno e contava di rivederla insieme ai suoi compagni appena possibile. Non c'è stato tempo e oggi, a quasi due mesi dalla tragedia, ha ritrovato un biglietto dentro a un libro con alcune dediche, una delle quali proprio della piccola Camilla. Ha deciso quindi di scrivere una sorta di lettera che riportiamo di seguito:

Cercando un libro, ho ritrovato questo. Il biglietto che mi avevi regalato con i tuoi compagni. Sei al centro della foto col tuo sorriso furbissimo e timidissimo. Accanto la tua firma con un cuoricino.

Ero venuto a salutarvi a giugno

«Prof mi raccomando torni da noi l'anno prossimo»

«Non so dove insegnerò. Speriamo»

«Non faccia scherzi. Ci vediamo a Settembre».

Due mesi dopo ho letto il tuo nome tra le vittime del crollo del ponte. Mi ero rifiutato di crederci. In fondo, da giornalista so che i giornalisti sbagliano: io ho sbagliato tante volte, magari era un errore. E invece no.

Ho scritto ai tuoi compagni pensando che potesse servire e sperando che servisse anche a me. Ho scritto che non può essere giusto che gli altri ti associno solo a quel ponte, spetta a loro ricordarsi e far conoscere agli altri quanto valessi e quanto fosse forte quello che condividete.

Ci provo anche io con i miei nuovi allievi. Racconto di quando hai aiutato un ragazzo sfortunato con una frase e un sorriso che valgono più di centinaia di manuali sull'inclusione, l'integrazione e l'amicizia. Sorrido quando penso ai tuoi: "Vada tranqui, prof" nei giorni prima dell'interrogazione.

Mi sono chiesto a cosa servisse "allenare le vostre menti" se poi il destino sa essere così vigliacco. Ma poi rimaneva un sorriso a pensare a quanto sei speciale e a quanto è speciale quel gruppo. Ieri un mio alunno mi ha chiesto: "Prof, per favore ci racconta qualcosa della sua allieva?». Anche loro hanno capito che molto rimane e rimarrà.

Ciao Camilla