19 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Una «casa» per i padri divorziati ridotti in mezzo a una strada in via Montanaro

E’ stata inaugurata qualche giorno fa e può ospitare fino a sedici persone. All’open day presente anche una mamma, abbandonata dal marito dopo la nascita della figlia
La casa per i padri separati
La casa per i padri separati (Facebook)

TORINO - Una vita normale all’improvviso può diventare dura come mai ci si sarebbe aspettati, senza quelle certezze o punti di appoggio che magari c’erano solo fino a qualche giorno prima? Sì, purtroppo può. E lo sanno bene i padri divorziati, alcuni dei quali si ritrovano senza casa, con pochi soldi in tasca e magari a senza poter vedere i propri figli. Una sensazione di abbandono totale che spesso porta gli uomini a chiudersi in loro stessi per la vergogna o per l’orgoglio.

Per aiutare queste persone, mettendo anche a disposizione gratuitamente uno psicologo e un avvocato, ci ha pensato nel 1997 Luigi Ronzulli con l’associazione Misericordia SPA, dove quest’ultimo acronimo non sta per «Società per Azioni» ma più semplicemente per «Società per Amore». E’ nata inizialmente per assistere prostitute e detenuti, ma col tempo si è dotata di una struttura diventata più una casa per padri divorziati.

La «casa» si trova nel quartiere Aurora, in via Ciriè. Il progetto, nato un anno e mezzo fa, è andato avanti ottenendo sempre più consensi e richieste, tanto che oggi si sta allargando con altre due case pronte a ospitare e un centro di ascolto quasi pronto in corso Belgio.

Qualche giorno fa c’è stato un open day della «Casa 19 marzo» in via Montanaro, nel cuore di Barriera di Milano: «E’ un luogo dove padri che sono in procinto di separarsi o che sono già separati possono trovare un punto di riferimento e magari un luogo dove cenare e dormire, se la loro situazione economica non permette loro di garantirsi neppure la soddisfazione di queste esigenze minime», spiega Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Comune, «spesso queste persone, per pudore, non fanno sapere ad amici e familiari la propria situazione di indigenza prima che quest'ultima si trasformi in estremo disagio». La struttura di via Montanaro può ospitare fino a sedici padri, ma non solo visto che all’open day tra tanti uomini si è presentata anche una donna, una mamma abbandonata con un figlio a cui è stato diagnosticato un cancro. Da lì la sua vita è crollata fino al pignoramento della casa e il trasferimento in un alloggio popolare dove le difficoltà sono anche aumentate. Anche per lei l’associazione Misericordia SPA potrebbe essere la mano che aspettava da tempo.