14 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Nuova aggressione sul tram 4: senza biglietto fugge dopo aver colpito il controllore

Non si fermano le aggressioni nei confronti dei controllori. Ancora una volta il fatto è successo a bordo del tram 4 che stava attraversando il ponte Mosca. Dieci i giorni di infortunio per il dipendente Gtt
L'interno del tram 4
L'interno del tram 4 ()

TORINO - Ancora un'aggressione e ancora sulla linea 4. I controllori ormai sembrano bersagliati da chi sale sul tram che attraversa corso Giulio Cesare senza biglietto. L'ultimo episodio è avvenuto ieri intorno alle 14.30 quando il mezzo pubblico stava attraversando il ponte Mosca. Protagonista un ragazzo poco più che ventenne di origine marocchina che, trovato senza titolo di viaggio, ha sfidato i tre controllori dicendo loro che tanto non avrebbero potuto fargli nulla.

La situazione è rimasta calma, anche quando una passeggera è intervenuta invitando il «portoghese» a scendere visto che non aveva il biglietto. Lui incredibilmente si è avviato verso l'uscita, ma prima di fuggire facendo perdere le proprie tracce, ha rifilato un calcio al ginocchio di uno dei tre assistenti alla clientela.
L'aggressione gli è costata un ginocchio gonfio, il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco e dieci giorni di infortunio. Quanto al marocchino, questo si è dato alla fuga, ma potrebbe essere identificato dalla visione delle immagini della telecamera interna del tram.

«Questo è ciò che succede quando ci si preoccupa più della percezione di sicurezza, che di quella reale», ribatte ancora una volta Damiano De Padova, sindacalista Rsu Ugl, «non si risolve il problema tenendo allo scuro il personale e i loro rappresentanti delle continue aggressioni che subiscono i nostri agenti, tenendo nascosti i servizi congiunti con le forze dell'ordine e i dati allarmanti che ne derivano e non rispettando i verbali sottoscritti, al fine di aumentare la trasparenza. Continuando a nascondere e sottovalutare la problematica, non si gettano certo le basi per risolverla. Non ci rimane altro che continuare a denunciare tutti gli episodi di aggressione per sensibilizzare l'azienda e la proprietà e a richiedere l'intervento dell'ispettorato del lavoro».