15 dicembre 2018
Aggiornato 17:30

Salvini chiude i supermarket etnici alle 21: «Ritrovo di ubriaconi e spacciatori»

Il ministro dell’Interno usa il pugno duro: «C’è gente che beve fino alle 3 del mattino, fan casino, pisciano e cagano. Non è educato». A Torino chiusura anticipata per centinaia di negozi
Salvini chiude i supermarket etnici alle 21: «Ritrovo di ubriaconi e spacciatori»
Salvini chiude i supermarket etnici alle 21: «Ritrovo di ubriaconi e spacciatori» (ANSA | Diario di Torino)

TORINO - Siamo abituati a vederli ovunque, in centro come in periferia. Vendono qualsiasi tipo di prodotto, dal pacchetto di patatine agli alcolici. I «mini market etnici» sono diventati a Torino e in tutta Italia parte del tessuto urbano delle nostre città. Un business nato anni fa ma scoppiato recentemente, preso ora di mira dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha dichiarato di voler chiudere alle ore 21:00 quei negozi etnici diventati ritrovo di «spacciatori, ubriaconi e casinisti».

SALVINI: «INIZIATIVA CONTRO GLI IRREGOLARI» - A Torino sono centinaia i negozi di questo tipo che dovranno adeguarsi all’emendamento inserito nel Decreto Sicurezza voluto da Salvini. «Vogliamo la chiusura entro le 21:00 di quei negozietti etnici che la sera diventano ritrovo di ubriaconi, spacciatori e casinisti» ha rivelato il ministro dell’Interno. In tanti hanno subito levato gli scudi contro questo provvedimento, ritenuto dall’opposizione «razzista». E’ stato lo stesso Salvini a specificare a chi è rivolto: «Mi riferisco a quei locali dove c’è gente che beve fino alle 3 del mattino, fan casino, pisciano e cagano. Non è educato. Non è un’iniziativa contro i negozi stranieri, è un’iniziativa per limitare abusi e irregolarità di alcuni negozi quasi tutti gestiti da stranieri che diventano ricettacolo di gente che fa casino».

TORINO, IL CASO MOVIDA - Se è vero che l’emendamento annunciato da Salvini ha fatto (e non poco) discutere, è vero che a Torino, dove vi sono centinaia di questi negozi, i market etnici erano già stati presi di mira dalla sindaca Appendino. Non per la loro natura, ovviamente, ma per quella predisposizione a vendere (a tutte le ore) alcolici d’asporto. Le vetrine dei market etnici, soprattutto nelle zone della movida come Vanchiglia, San Salvario e piazza Vittorio, espongono bottiglie di alcolici e superalcolici vendute a prezzi molto accessibili. In tal senso l’ordinanza anti mala movida era intervenuta per vietarne la vendita durante le ore notturne: un provvedimento che, pur più magnanimo e specifico, ha comunque un filo di connessione con quanto voluto da Salvini: regolamentare le attività di vendita dei negozi etnici.