17 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Grande gesto al Maria Vittoria, primo prelievo di polmoni a cuore fermo in Piemonte

«Un grandissimo gesto di generosità della famiglia cui siamo tutti vicini nel dolore», commenta il direttore generale dell'Asl, Valerio Fabio Alberti, «e grati per la possibilità concessa di aprire nuove frontiere di trattamento nella nostra regione»
Ospedale Maria Vittoria
Ospedale Maria Vittoria (Andrea Abbattista)

TORINO - Bellissimo gesto all'ospedale Maria Vittoria di Torino nella giornata di ieri dove una tragedia si è trasformata in una donazione senza frontiere grazie anche al lavoro dei medici che, per la prima volta in Piemonte, hanno effettuato un prelievo di polmoni da un uomo deceduto poche ore prima e quindi a cuore fermo, senza supporto di circolazione extracorporea.

Il tutto però era cominciato nel peggiore dei modi in mattinata: un quarantenne è morto a causa di un malore improvviso che lo ha colpito mentre lavorava e si trovava su un'impalcatura. E' precipitato fatalmente e a nulla sono valsi i tentativi prima del personale del 118 e poi dei medici del Maria Vittoria, dove era stato trasportato d'urgenza. Alle 12.25 è stato constato il decesso.

Ottenuto il consenso della famiglia, i medici hanno immediatamente attivato il protocollo interno per il prelievo di polmoni a cuore fermo, senza supporto di circolazione extracorporea. Due anestesisti (i dottori Silvia Giorgis e Marco Basso) e un'infermiera specializzata (Desireee Stagno) si sono occupati del complicato iter di assistenza alla salma per mettere in sicurezza l’organo da prelevare, sottoponendo innanzitutto il paziente deceduto a Tac per escludere ogni eventuale patologia e garantirne l’idoneità al trapianto. Quindi lo hanno posto in modalità di assistenza respiratoria denominata CPAP, «continuous positive airway pressure», un'assistenza respiratoria a pressione positiva continua che consente di mantenere gli alveoli polmonari aperti senza sovradistenderli, in modo da evitare il collasso polmonare in assenza in battito cardiaco. Contemporaneamente è stato espletato l’iter burocratico autorizzativo, informando anche il magistrato di turno.

Alle ore 16.35 i cardiochirurghi Erika Simonato e Matteo Marro hanno eseguito in blocco il prelievo di cuore e polmoni: del primo si potranno trapiantare le valvole cardiache, mentre i polmoni potranno essere trapiantati in toto dopo ricondizionamento.

«Un grandissimo gesto di generosità della famiglia cui siamo tutti vicini nel dolore», commenta il direttore generale dell'Asl, Valerio Fabio Alberti, «e grati per la possibilità concessa di aprire nuove frontiere di trattamento nella nostra regione».