13 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Riorganizzazione delle anagrafi cittadine: non più di mezz'ora per un documento elettronico

L'assessora Pisano: «C’è la volontà comune di andare tutti nella stessa direzione, ovvero quella del miglioramento dei servizi dell’anagrafe nella tutela dei lavoratori e del servizio ai cittadini»
Riorganizzazione delle anagrafi
Riorganizzazione delle anagrafi ()

TORINO - Dopo un incontro di oltre quattro ore Comune di Torino e sindacati hanno trovato l'intesa per la riorganizzazione delle anagrafi cittadine. Un accordo che riguarda il rafforzamento dell’organico, il miglioramento delle dotazioni tecnologiche, la realizzazione di percorsi formativi, l’individuazione dei tempi medi necessari all’emissione delle carte d’identità elettroniche, la definizione di nuove indennità per le lavoratrici e i lavoratori, l’apertura straordinaria degli uffici il sabato mattina e una serie di interventi negli spazi dell’anagrafe centrale per favorire l’accesso agli sportelli riservati alle carte d’identità elettroniche e a quelli che si occupano del rilascio di altri documenti.

Dall'incontro è emerso come debba essere di mezz'ora il tempo medio necessario per le procedure di rilascio delle carte d’identità elettroniche, e che devono essere previste attività formative, sia in relazione alle competenze tecniche del personale sia al benessere organizzativo, e, nell’ambito del nuovo contratto integrativo aziendale, la definizione di nuove indennità economiche. Inoltre i servizi anagrafici avranno la priorità sugli altri uffici dell’ente nella sostituzione delle apparecchiature informatiche con i relativi applicativi e, come detto, è previsto il ridisegno degli spazi nel salone dell’anagrafe centrale, allo scopo favorire un più comodo afflusso dei cittadini agli sportelli e la permanenza nelle aree di attesa.

Le nuove misure saranno in via sperimentale per i prossimi tre mesi. «Sono molto soddisfatta di questa intesa», ha detto l'assessora all'Innovazione Paola Pisano, «c’è la volontà comune di andare tutti nella stessa direzione, ovvero quella del miglioramento dei servizi dell’anagrafe nella tutela dei lavoratori e del servizio ai cittadini. Sono conscia delle difficoltà legate al cambiamento: siamo di fronte a procedure nuove, che non venivano modificate dalla prima metà del Novecento».