17 novembre 2018
Aggiornato 22:30

«Chiediamo le dimissioni di Damiano Carretto»: No Ztl inferociti dopo un post su Facebook del consigliere

Il dibattito sulla Ztl si anima: «Se non dovessero arrivare sarebbe difficile credere nell’imparzialitą dell’amministrazione» spiega Alberto De Reviziis, presidente del Comitato No Ztl. Risponde Damiano Carretto: «Porto avanti il programma per cui mi hanno votato...»

TORINO - «Un consigliere che si fa beffe dei cittadini che la pensano in maniera contraria a lui e che così facendo insulta il diritto costituzionale della petizione, dovrebbe fare una sola cosa: dimettersi». Sono parole durissime quelle che arrivano dal Comitato No Ztl prolungata a Torino, a seguito del post condiviso sui social da Damiano Carretto, consigliere comunale del M5S e presidente della 2° Commissione Consiliare permanente. Un video che, secondo il Comitato, non è altro che «un post di tre minuti di estrapolazioni decontestualizzate. La gente così è portata a credere che abbiamo parlato solo di biciclette, quando ne abbiamo parlato per due minuti ai margini di un dibattito durato mezz'ora circa».

QUERELLE CARRETTO - NO ZTL - Tutto nasce quando Carretto condivide un video (non girato da lui) che ritrae i petitori esporre le ragioni della loro richiesta, firmata da oltre 6000 persone, a un gruppo di giornalisti e al presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci. Sarà proprio Carretto, tra qualche settimana, a presenziare alla Commissione in cui i petitori esporranno e discuteranno della Ztl con i consiglieri comunali. Ed è questo che manda su tutte le furie Alberto De Reviziis, presidente del Comitato: «Ci saremmo fatti una risata se a diffonderlo fosse stato un normale ragazzotto, dopotutto fa parte della quotidiana triste e miserabile mediocrità del mondo social, ma Damiano Carretto non è un normale ragazzotto, è un rappresentante pubblico, riveste un ruolo istituzionale, rappresenta essendo consigliere di maggioranza la sua stessa Giunta, il comune, il Sindaco». I toni della discussione sono forti, perché al di là dei ruoli la visione della maggioranza è completamente differente da quella portata avanti dal Comitato: da una parte c’è un centro cittadino quasi off limits alle auto, dall’altra chi vorrebbe addirittura abolire la Ztl. Insomma, posizioni in antitesi.

ZTL, IL DIBATTITO SI INFIAMMA - Quel che è certo è che il Comitato No Ztl, dopo l’ultimo episodio di questa eterna querelle, chiede le dimissioni di Damiano Carretto: «Auspichiamo un'immediata presa di distanza ufficiale della Giunta Appendino da questo individuo, che con il suo spregiudicato atteggiamento ferisce la cittadinanza, umilia il diritto di petizione e vanifica ogni speranza di dialogo, concertazione e rispetto tra le parti. Vogliamo le dimissioni del consigliere, altrimenti sarà difficile credere nell’imparzialità della Giunta». Carretto, a chi lo incalza sul non ascoltare nemmeno le ragioni del Comitato, ricorda a tutti gli obblighi istituzionali e democratici: «Come presidente della seconda commissione la mia disponibilità nel nel dare voce ai cittadini è sempre stata chiara e limpida. Quando un cittadino si esprime in una sede ufficiale è responsabile di quello che dice». Poi la precisazione: «Sono un consigliere eletto nel Movimento 5 Stelle con un preciso programma elettorale. Mi sono impegnato con i cittadini che ci hanno votato per portare avanti quel programma, in cui era chiara la nostra posizione sulla ZTL. Non sta a me essere imparziale. Sono un politico, non un giudice» Tra idee completamente differenti e post sui social, il dibattito sulla Ztl si preannuncia decisamente infuocato.